Essiccatore, un inaspettato ‘must have’

Fragole_Ciliegie_essiccatoreEbbene sì, lo ammetto, ho un difetto.
Certo, uno, solo uno! 😛
Non riesco a buttare via niente, e lo spreco è una delle cose che più mi fanno soffrire, provo una pesantezza dentro, proprio.
L’ho capito tardi, però. Pensavo di essere perfetta, fino a quando non sono andata a vivere a San Michele e il mio caro vicino Gentile mi ha dato libero accesso alla sua coltivazione di fragole. Erano piantate nel giardino che poi è diventato mio, ma che fino ad allora era stato della sua famiglia. A quelle fragole si è aggiunto poi mio padre, con i frutti del suo orto da pensionato. E lì è iniziato l’incubo: quasi dieci anni a cercare di salvare e preservare frutti in maturazione prima che si rovinassero, io, che vivevo da sola e mangiavo a casa sì e no 2 volte a settimana. Fiumi di marmellate e conserve varie che rimanevano immancabilmente in dispensa, non amando io i dolci.
Spreco su spreco, doppio spreco, una sofferenza.

Poi è arrivato lui. L’essiccatore. L’ESSICCATORE SANTO. E ho trovato pace. Continua a leggere

Il nostro carrello della spesa

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La prima volta di Enea nel carrello!

Premessa. questo articolo potrebbe urtare la sensibilità di vegetariani e vegani. Qui si racconta come proviamo a consumare in maniera responsabile, è la nostra esperienza di famiglia onnivora. Non cercate di farci cambiare idea, non deviamo dall’oggetto di questo articolo.

Come per molti altri aspetti della mia vita sono una persona fortunata. Nonni contadini e allevatori, ho avuto il privilegio di passare la mia infanzia mangiando tante cose di casa; pur abitando lontani, si andava a trovarli tutte le domeniche e ricordo bene, al ritorno, la macchina carica di verdure di stagione, carne varia congelata, uova e salumi. Da starci bene per quasi tutta la settimana. Poi certo, eravamo negli anni in cui la pubblicità e il marketing sono esplosi, rendendo necessario l’innecessario. Continua a leggere

Il nostro consumo (più o meno) consapevole

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La strada verso un consumo consapevole

Figlia di una madre che odia cucinare (ma quando lo fa, lo fa bene eccome!) e di una generazione in cui il prodotto industriale era visto come migliore di quello fatto in casa, la mia passione per la cucina ha mosso in adolescenza i primi passi partendo da una scatola di Torta pronta Cameo e un sacchetto di “4 salti in padella”. Crescendo ho affinato il gusto per le cose fatte a mano, fatte bene e fatte buone. Quando dopo 1 anno in cui vivevo da sola ho dovuto buttare una confezione di Sofficini perché scaduta, ho capito che il cambiamento procedeva nella giusta direzione. La svolta definitiva è stata data dalla nascita di Enea, complice il tempo a disposizione per esplorare il contesto del consumo consapevole e a filiera corta, e la voglia di dargli il meglio, sia a livello di qualità che di abitudini alimentari. Il risultato è stato l’ingresso nel Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) di Fabriano, e la selezione di un numero limitato di produttori, coltivatori e allevatori perlopiù locali. Continua a leggere