Sciroppo per la tosse homemade

Sciroppo tosse CT

Sciroppo per la tosse con zenzero, limone e miele

Ve lo avevo anticipato sulla pagina Facebook di Casa Tufilla, ho provato a fare in casa lo sciroppo per la tosse e siccome sembra abbia funzionato, oggi vi lascio la ricetta!
Che io abbia la mania delle cose fatte in casa e fatte a mano, ormai lo sapete, e siccome non mi piace nemmeno prendere medicine, a meno che non siano necessarie, ricorro spesso a rimedi naturali, come la fitoterapia. Ora che sono in gravidanza, poi, e che anche con le piante devo stare attenta, figuratevi quanto sia restia a prendere qualunque cosa.
Fatto sta che il piccolo quanto meraviglioso untore di casa ci ha attaccato l’influenza, che quest’anno è devastante e per fortuna a noi non ha preso troppo forte, sono così riuscita ad evitare qualunque medicina. Ma, perché c’è un ‘ma’, mi ha lasciata con una tosse stizzosa e fastidiosa, e potete capire che nella mia condizione, con un pancione di 9 mesi che preme sulla vescica, ogni colpo di tosse è un rischio. 🙂

Ecco allora che ho rispolverato una ricetta di cui avevo sentito parlare più volte da quando ho il Bimby, e dato che avevo in casa tutto l’occorrente, perché non provare?

Ingredienti
  • 20 gr di zenzero
  • 3 limoni, meglio se biologici, e comunque non trattati
  • 500 gr di acqua
  • 270 gr di miele millefiori
Procedimento (per Bimby e non)
Sciroppo tosse limone zenzero bimby

Zenzero e limone

Tagliate lo zenzero e i limoni a pezzi, lasciandoli con la buccia, metteteli nel boccale del Bimby, aggiungete l’acqua e fate andare 70 minuti a 80°, velocità soft. Un paio di minuti prima della fine, aggiungete il miele affinché si sciolga.
Se non avete il Bimby, mettete acqua, limoni e zenzero in un pentolino e cuocete per 70 minuti, abbassando il fuoco quando inizia a bollire, così resterà sotto i 100°. Alla fine aggiungete il miele e mescolate finché non si scioglie.

Una volta pronto, filtrate con un colino e conservate in una bottiglia di vetro, per massimo un paio di mesi, in frigorifero.

Somministrazione
  • Mezzo cucchiaino ogni 2 ore per bambini da 1 a 5 anni
  • 2 cucchiaini ogni 2 ore per bambini dai 5 ai 12 anni
  • 2 cucchiai ogni 4 ore per adulti o bambini superiori ai 12 anni

Dopo 2/3 giorni di uso costante ho avuto dei giovamenti. Che sia stato effetto placebo o normale guarigione non ve lo so dire, in ogni caso, come dice mia madre, essendo tutto naturale ‘se non fa bene, non fa neanche male’. Se poi vi avanza e le amate come me, potete usarlo anche nelle tisane, dopotutto non è che miele, limone e zenzero.

Il sapore è gradevole, anche se ovviamente aspro, e vista la quantità di zenzero che non è comunque elevata, anche se ne bevete un po’ non c’è il rischio che vi faccia male (perché si sa, troppo zenzero, viste le sue proprietà antibatteriche, può irritare l’intestino ottenendo effetti contrari).  Viste anche le proprietà antiemetiche (inibisce il vomito) e alleviando la nausea, magari può essere utile anche in caso di virus gastrointestinale…ma questo spero di non doverlo verificare, visto che il piccolo quanto meraviglioso untore ha già contagiato il padre, mentre io per ora pare mi sia salvata.

Ad Enea non ho provato a darlo, lo ammetto. Per quando ho fatto lo sciroppo la sua tosse era quasi del tutto passata, e siccome pure lui pare essere ostico alle medicine (praticamente le sputa tutte, amoredimamma) ho evitato. Dopotutto sono una madre degenere anche per quanto riguarda la salute, ma ve lo racconterò, prima o poi…

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Limoncello e crema di limoncello

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Limoncello e crema di limoncello

Ebbene sì, le vacanze di Natale per me son state proprio vacanze. Ho chiuso PC e social e mi sono dedicata alla famiglia, al riposo e a qualcuna delle mie passioni. Ma ormai le vacanze sono finite e anche se io sono in maternità, tempo per raccontarvi e condividere scoperte, ricette e dubbi è ora che ricominci a trovarlo, creandomi pian piano una nuova routine che mi permetta di non perdermi dietro al tempo e di continuare a fare le cose che mi sono prefissata, come la cura di questo piccolo progetto personale chiamato Casa Tufilla.

Nonostante l’alcool in gravidanza non sia proprio la cosa più consigliata, ho approfittato dei limoni disponibili al GAS di cui facciamo parte e ho sfidato la mia panza di sette mesi cimentandomi nella preparazione del limoncello e della crema di limoncello. Siccome i risultati sono stati giudicati ottimi, eccomi qui a condividere con voi le ricette.

La fase iniziale di macerazione delle bucce nell’alcol è uguale per entrambe, ma ci sono alcune considerazioni che voglio fare. Partendo dalla ricetta del limoncello di mia mamma, già ben collaudata, e cercando le varianti per la crema di limoncello ho realizzato che i tempi di macerazione delle bucce nell’alcol erano diverse da ricetta a ricetta. L’illuminazione è arrivata imbattendomi in un post di Dario Bressanini, chimico del blog La scienza in cucina, che ha fatto degli esperimenti proprio sui tempi di preparazione del limoncello. Se volete seguirlo, questa è la sua pagina Facebook.

Nel suo articolo Bressanini scriveAlcuni esperimenti effettuati al Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Napoli hanno mostrato che in realtà un giorno di macerazione è sufficiente per estrarre completamente i componenti principali: il limonene, il beta-pinene e il gamma-terpinene. Per estrarre completamente anche gli aromi secondari, come l’alfa-pinene o il geraniale, invece sono necessari tre giorni.

Bene, partendo da questa affermazione, ho sfanculato le n indicazioni diverse dei tempi di macerazione da ricetta a ricetta, e ho lasciato le mie bucce in infusione per 3/4 giorni, con  buona pace di mia mamma e della sua macerazione di 3 settimane.

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Le bucce dei limoni, come meno parte bianca possibile.

A seguire vi metto le ricette separate, ma la fase iniziale io l’ho fatta tutta insieme, mettendo a macerare le bucce di una decina di limoni in un litro di alcol e agitando giornalmente il barattolo. Poi ho filtrato e diviso a metà l’alcol, aggiungendolo alle due diverse preparazioni.

Un consiglio: il peso specifico dell’alcol non è 1, quindi non pesatelo, ma misuratelo in ml. Mi spiego, nel dividere il litro a metà, non pesate 500 gr, perché l’altra metà peserebbe meno. Usate un recipiente graduato e versate 500 ml in ogni preparazione.

Infine, siccome ci ritroveremo con un certo numero di limoni senza buccia e sapete che a me lo spreco fa venire l’orticaria, sapete cosa ne ho fatto? Li ho spremuti e li ho messi nei contenitori per il ghiaccio, e all’occorrenza possiamo usarli per farci una bella limonata, metterli nel tè (ed essendo ghiaccioli ce lo rinfresca anche), o previo scongelamento usarlo per le scaloppine al limone, sulle fritture, il pesce, etc.

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Le bucce in macerazione e il succo nelle bustine per il ghiaccio.

LIMONCELLO

Ingredienti (per circa 1,5 litri di limoncello)
  • 500 ml di alcol a 95°
  • le bucce di 4/5 limoni (NON TRATTATI, meglio se BIO)
  • 400 gr di zucchero
  • 1 litro d’acqua
Procedimento

Con un coltello affilato o un pelapatate (muovetelo a zig zag per facilitare il taglio e non esercitate troppa pressione) ricavate la buccia dei limoni, stando attenti a non prendere la parte bianca.  Dopodiché metteteli in un barattolo ben chiuso con 500 ml di alcool e lasciateli macerare al buio per 3 giorni. (Io le ho lasciate 4 giorni perché mi stava comodo, questo per dire che passati i 3 giorni, se restano qualche giorno in più non succede niente. L’importante è che non sia meno di 3, purché non vogliate seguire le versioni veloci proposte da Bressanini nell’articolo che vi ho linkato all’inizio.)

Passati i tempi di macerazione, preparate lo sciroppo facendo sciogliere sul fuoco l’acqua e lo zucchero, mescolando di tanto in tanto. Portate ad ebollizione e lasciatelo bollire per qualche minuto. Poi spegnete e lasciate raffreddare completamente.
Se avete il bimby, preparate lo sciroppo mettendo nel boccale l’acqua e  lo zucchero e sciogliendolo per 5/6 minuti a 80°, velocità 1.

Filtrate l’alcol dalle bucce, unitelo allo sciroppo e imbottigliatelo. Conservate in congelatore, che il limoncello è buono ghiacciato.

CREMA DI LIMONCELLO

Ingredienti (per 1,5 litri abbondanti)
  • 500 ml di alcol a 95°
  • le bucce di 4/5 limoni (NON TRATTATI, meglio se BIO)
  • 700 gr di zucchero
  • mezzo litro di latte fresco intero
  • mezzo litro di panna fresca (quella del banco frigo, per intenderci)
Procedimento

Con un coltello affilato o un pelapatate (muovetelo a zig zag per facilitare il taglio e non esercitate troppa pressione) ricavate la buccia dei limoni, stando attenti a non prendere la parte bianca.  Dopodiché metteteli in un barattolo ben chiuso con 500 ml di alcool e lasciateli macerare al buio per 3 giorni. (Io le ho lasciate 4 giorni perché mi stava comodo, questo per dire che passati i 3 giorni, se restano qualche giorno in più non succede niente. L’importante è che non sia meno di 3, purché non vogliate seguire le versioni veloci proposte da Bressanini nell’articolo che vi ho linkato all’inizio.)

Passati i tempi di macerazione, preparate la crema facendo sciogliere sul fuoco il latte intero e lo zucchero, mescolando di tanto in tanto. Portate ad ebollizione e lasciatelo bollire per una decina di minuti, mescolando per evitare che faccia schiuma. dopodiché aggiungete la panna e dal bollore contate una trentina di secondi, spegnete e lasciate raffreddare completamente.

Se avete il bimby, mettete nel boccale lo zucchero e il latte e fate cuocere per 10 minuti a 100°, velocità 1. Aggiungete poi la panna fresca e al raggiungimento dei 100° cuocete per 1 minuto a velocità 1.

Filtrate l’alcol dalle bucce, unitelo alla crema e imbottigliatelo. Conservate in congelatore, che anche la crema di limoncello è buona ghiacciata.

Ps: se volete una crema un po’ più leggera, potete variare le proporzioni latte/panna. Io per esempio, mi son ritrovata per sbaglio con meno panna del necessario e alla fine ho fatto 650 gr di latte e 350 gr di panna, e il risultato è davvero ottimo. La crema è bella densa e il bello di questa ricetta è che la crema non viene troppo dolce, per cui a fine pasto si beve davvero bene.

Carbonara di zucca (e non solo)

Carbonara Zucca CT

Eccola qua, stavolta fotografata prima di spazzolarla.

Donne in dolce attesa, intolleranti e non amanti delle uova, venite a me!
Siccome qua non si cucina quasi più niente che non sia di stagione, affianco alle ricette col cavolo, quelle con la zucca. In particolare, dato il mio stato interessante che bandisce le uova crude, voglio condividere con voi la ricetta della carbonara di zucca, dove l’uovo è sostituito con una crema semplice semplice di zucca, ma il sapore finale, vi assicuro, potrebbe quasi portarvi a dire “Ma davvero non è una carbonara normale?”

Iniziamo, con gli ingredienti sempre un po’ ad occhio (per non dire ad minchiam), come mio solito. Continua a leggere

Torta di carote e mandorle

Torta Carote Mandorle

La mia versione di torta di carote e mandorle, senza burro né olio

Da piccola adoravo le Camille, le merendine con le carote.
Da grande ho provato un paio di volte a farle, col risultato di sprecare le carote.
Poi un giorno su Facebook Chiara Maci ha pubblicato la sua ricetta della torta di carote e ho detto “Proviamola!”.

Risultato?
La torta è venuta bene, le carote non le ho sprecate, non ha burro né olio, lo zucchero l’ho diminuito e, tanto avevo sporcato il Bimby per tritare mandorle e carote, l’ho usato anche per la torta, segnandomi i passaggi. Così ora, oltre alla ricetta di una torta di carote buona e senza burro, ho anche il procedimento per farla col Bimby.

Il dolce, come si spiega nella ricetta originale, rimane morbido per diversi giorni, senza seccarsi.
Nelle mie ricerche ho anche un’altra versione, ma devo ancora provarla, se mi riesce bene ve la posto!
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Ciambellone vegan

Ciambellone vegano_edited

Ecco il ciambellone ‘scoperto’ alla festa dell’asilo

Non sono vegana, ma sono curiosa e aperta alle novità. E se una cosa è buona, è buona punto e basta. E se fa anche bene, meglio pure. Questo ciambellone è morbido, soffice e gustoso. E se siete intolleranti ai latticini o alle uova, è il dolce che fa per voi.

Avevo già postato la ricetta della torta con farina di riso, sempre senza latticini ma con le uova. Questo è più semplice nella preparazione e ottimo per la colazione. E’ variegato bianco e nero, ma nessuno vi vieta di farlo solo bianco o solo nero.

D’obbligo per questa ricetta ringraziare Ylenia, la mamma di un compagno di asilo di Enea, che ha portato questo ciambellone alla festa di fine anno. Ricetta ereditata da una sua amica, creatrice della pagina Facebook Soul Food-Nutrimento per l’anima, e quindi grazie anche a lei.
Ah, se lo fate ditemi come vi viene, eh, mi raccomando!
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La nostra pasta al pomodoro fresco

Un piatto che mi fa bene all’anima, sin da quando coi piedi a penzoloni dal seggiolone (ormai diverse decine di anni fa), spalancavo la bocca davanti a quello è da allora uno dei miei piatti preferiti. Fresco, freschissimo, e profumato. Ne adoro ogni variante, con gli spaghetti, il riso o nella minestra. Uniche prerogative: devono piacervi i pomodori, e dovete averli buoni (meglio se di casa e di stagione) e maturi maturi. Il risultato sarà una crema densa, rosso intenso e inebriante, che doneranno freschezza ai pasti estivi, facendovi apprezzare anche la minestra, capace di restare comfort food in piena estate.
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Essiccatore, un inaspettato ‘must have’

Fragole_Ciliegie_essiccatoreEbbene sì, lo ammetto, ho un difetto.
Certo, uno, solo uno! 😛
Non riesco a buttare via niente, e lo spreco è una delle cose che più mi fanno soffrire, provo una pesantezza dentro, proprio.
L’ho capito tardi, però. Pensavo di essere perfetta, fino a quando non sono andata a vivere a San Michele e il mio caro vicino Gentile mi ha dato libero accesso alla sua coltivazione di fragole. Erano piantate nel giardino che poi è diventato mio, ma che fino ad allora era stato della sua famiglia. A quelle fragole si è aggiunto poi mio padre, con i frutti del suo orto da pensionato. E lì è iniziato l’incubo: quasi dieci anni a cercare di salvare e preservare frutti in maturazione prima che si rovinassero, io, che vivevo da sola e mangiavo a casa sì e no 2 volte a settimana. Fiumi di marmellate e conserve varie che rimanevano immancabilmente in dispensa, non amando io i dolci.
Spreco su spreco, doppio spreco, una sofferenza.

Poi è arrivato lui. L’essiccatore. L’ESSICCATORE SANTO. E ho trovato pace. Continua a leggere

Non si nasce una volta sola. Perchè ‘Casa Tufilla’ – Parte 2

C’era una volta, circa una decade fa, una crisi che ha incontrato il mio cammino e alla quale ho scelto di affidarmi. Una crisi che ho accettato, e con essa il cambiamento che ha portato. Un seme che, come vi ho già raccontato, è sbocciato in qualcosa a me molto caro, questo diario, il diario di Casa Tufilla.

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Rua delle Stelle (rrete li mierghie)

Quell’atto di fiducia che ho avuto verso me stessa mi ha portata in un gruppo di alpinisti e da lì in giro per le Marche e anche l’Italia, in cerca di roccia, orizzonti, ripidi sentieri e cieli verticali. E mi ha portata molto spesso in una città, Ascoli Piceno, che ho scoperto e apprezzato in poco tempo, e con essa le persone. Schiette e toste.

Al i là di una delle piazze più belle d’Italia, al di là del fascino della Rua delle Stelle, di quello spazio “rrete li mierghie” (dietro ai merli) che meriterebbe di veder sbocciare bistrot e botteghe di artisti, esplosioni di fiori sul fondo acciottolato che si sporge sul fiume, quello che tra tutti i luoghi mi ha toccato di più le corde della gioia è stata lei, una piccola porta, alta e stretta, poggiata su uno sperone di tufo, che sembra non sapere se imporsi o restare defilata, se assumere quel ruolo di varco verso una città preziosa o starsene lì a lasciare che l’attraversino, che la superino. Porta Tufilla. Continua a leggere

Torta di compleanno

Dal primo compleanno di Enea ho preso il gusto di fare da sola la torta. La ricetta è sempre la stessa, almeno fino ad ora, quello che cambia, di volta in volta, sono le decorazioni.

Torta compleanno pesci

Torta primo compleanno Enea

Quella dell’anno scorso, avendo molto più tempo, era decisamente più elaborata: avevo preparato diversi pesciolini in pasta di zucchero (Enea è del segno dei pesci), disegnato un fondale con granella di nocciole, fatto spuntare delle alghe sempre in pasta di zucchero, così come la scritta ‘Auguri Enea’, ritagliate usando come dima delle lettere stampate a misura su cartoncino e poi ritagliate a mano. Per completare la decorazione ho aggiunto stelline di zucchero sul fondale e palline di zucchero per fare le bolle dei pesciolini.

Quella di quest’anno mi ha vista con pochissimo tempo per pensare e soprattutto preparare, la decorazione, ma il risultato mi ha dato comunque molta soddisfazione! Continua a leggere

Festa di compleanno n°2

La torta versione ‘ferrovia con trenino’

Dopo lo stress della prima festa di compleanno, che vi racconterò, finalmente è arrivato il tempo di organizzare la seconda. Stavolta molto più contenuta, sebbene in più momenti: abbiamo festeggiato con la mia famiglia il sabato, con l’amichetto Achille il giovedì successivo e con la famiglia del mio compagno la domenica seguente. I doni ricevuti sono stati interessanti, graditi e utili. Ma andiamo per gradi.

I festeggiamenti e le ricette

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