Lettere per quando sarai grande

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Lettere per quando sarai grande. La copertina.

Oggi avevo intenzione di parlarvi di altro, ma giusto un paio di giorni fa mi hanno fatto un regalo che mi ha toccato profondamente e devo cavalcare l’onda di questa emozione per dare anche a voi un’idea bellissima per un regalo a dei neogenitori. Continua a leggere

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Enea, fratello maggiore

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Aspettiamo un altro bambino, e l’abbiamo annunciato così.

Ebbene sì, aspettiamo un (altro) bambino. Per annunciarlo ho preparato per Enea la maglietta “Sono un fratello maggiore” e oltre al racconto vi lascio anche i file e le indicazioni per la stampa, nel caso vogliate farla anche voi!

Ma torniamo a noi, dove eravamo rimasti?
Ebbene sì, aspettiamo un (altro) bambino.
“‘Mo’ so’ caxxi vostri!”
“Come vi è venuto pensato?”
“Vedo che non ve ne è bastato uno!”
Ma per fortuna anche tanti abbracci e sorrisi e congratulazioni, al di là dei soliti commenti da terroristi, o semplicemente da genitori con esperienze più sfortunate, o con un approccio diverso alle difficoltà. Perché mica è facile per nessuno crescere un bambino; che sia per il carattere tosto, il temperamento vichingo, le privazioni del sonno, della libertà personale, i malanni, le preoccupazioni, il tempo che non basta mai, a rincorrere la vita col fiato corto, i mille dubbi e la paura di stare crescendo uno psicopatico, essere genitore è forse la più grande sfida che una persona possa scegliere di affrontare. Non perché ci regali chissà quale elevazione spirituale, no. Semplicemente perché se la perdi, quella sfida, non ne va solo della tua vita. Ne va soprattutto di quella vita che hai tra le mani e che non ha gli strumenti per salvarsi da sola. Continua a leggere

Gufetto personalizzato bimbo a bordo

Visto che non ho niente da fare, a me nel tempo libero piace fare cose, mica riposarmi! E così, sappiate che Pinterest è il male e chi può ne stia alla larga, ho deciso che avrei iniziato ad autoprodurre simpatici pensierini per le mie amiche e i loro cuccioli.

E così mi sono tuffata nella preparazione dei gufetti in pannolenci e gomma crepla, da mettere in macchina per segnalare il bambino a bordo, personalizzati col nome del cucciolo (e per questo ringrazio il mio compagno Andrea e la sua eccezionale idea di regalarmi una fustellatrice Sizzix).

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A sinistra il gufetto cucito, a destra quello ricamato

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Ciambellone vegan

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Ecco il ciambellone ‘scoperto’ alla festa dell’asilo

Non sono vegana, ma sono curiosa e aperta alle novità. E se una cosa è buona, è buona punto e basta. E se fa anche bene, meglio pure. Questo ciambellone è morbido, soffice e gustoso. E se siete intolleranti ai latticini o alle uova, è il dolce che fa per voi.

Avevo già postato la ricetta della torta con farina di riso, sempre senza latticini ma con le uova. Questo è più semplice nella preparazione e ottimo per la colazione. E’ variegato bianco e nero, ma nessuno vi vieta di farlo solo bianco o solo nero.

D’obbligo per questa ricetta ringraziare Ylenia, la mamma di un compagno di asilo di Enea, che ha portato questo ciambellone alla festa di fine anno. Ricetta ereditata da una sua amica, creatrice della pagina Facebook Soul Food-Nutrimento per l’anima, e quindi grazie anche a lei.
Ah, se lo fate ditemi come vi viene, eh, mi raccomando!
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La nostra pasta al pomodoro fresco

Un piatto che mi fa bene all’anima, sin da quando coi piedi a penzoloni dal seggiolone (ormai diverse decine di anni fa), spalancavo la bocca davanti a quello è da allora uno dei miei piatti preferiti. Fresco, freschissimo, e profumato. Ne adoro ogni variante, con gli spaghetti, il riso o nella minestra. Uniche prerogative: devono piacervi i pomodori, e dovete averli buoni (meglio se di casa e di stagione) e maturi maturi. Il risultato sarà una crema densa, rosso intenso e inebriante, che doneranno freschezza ai pasti estivi, facendovi apprezzare anche la minestra, capace di restare comfort food in piena estate.
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Breve vacanza a Folgaria (Trento, Alpe Cimbra)

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Tutto Quello che hai visto ricordalo, perché tutto quello che dimentichi ritorna a volare nel vento.

Quest’anno ce l’ho fatta. Sono riuscita a portare Andrea in montagna.
Giusto 4 giorni, 2 praticamente di viaggio e 2 di scialo. Riposo, vita a tempo lento, fatto un po’ i turisti e anche un paio di passeggiate. Vi racconto tutto qui, che se volete dedicarvi un po’ di tempo o scoprire la montagna se siete ‘neofiti’, la nostra esperienza potrà tornarvi utile. (Che non sono solo io, immagino, che vado a cercare online idee e spunti su dove andare e cosa fare in vacanza, no?!)

L’anno scorso con Enea ero stata a Molveno (delizioso, ve lo racconterò), accompagnati da mia madre. Quest’anno non poteva, ma io non volevo rinunciare a qualche giorno di montagna, indispensabile per sopravvivere ad un’estate di mare.
Che poi non è che a me il mare faccia proprio schifo eh. Mi piacciono lo sciabordare delle onde, le albe e i tramonti, le passeggiate e gli aperitivi, i pranzi di pesce e i mercatini…ma per lo più il mare è sole a picco, sabbia addosso, caldo appiccicoso, sudore e schiamazzi e una sensazione di umido costante che no, non fanno per me. Poi, sebbene ora con Enea sia assolutamente solo un lontano (brutto) ricordo, quell’abitudine a stare inermi sotto il sole a fare niente…fare niente…ma vi pare una cosa ‘da me’? Continua a leggere

Essiccatore, un inaspettato ‘must have’

Fragole_Ciliegie_essiccatoreEbbene sì, lo ammetto, ho un difetto.
Certo, uno, solo uno! 😛
Non riesco a buttare via niente, e lo spreco è una delle cose che più mi fanno soffrire, provo una pesantezza dentro, proprio.
L’ho capito tardi, però. Pensavo di essere perfetta, fino a quando non sono andata a vivere a San Michele e il mio caro vicino Gentile mi ha dato libero accesso alla sua coltivazione di fragole. Erano piantate nel giardino che poi è diventato mio, ma che fino ad allora era stato della sua famiglia. A quelle fragole si è aggiunto poi mio padre, con i frutti del suo orto da pensionato. E lì è iniziato l’incubo: quasi dieci anni a cercare di salvare e preservare frutti in maturazione prima che si rovinassero, io, che vivevo da sola e mangiavo a casa sì e no 2 volte a settimana. Fiumi di marmellate e conserve varie che rimanevano immancabilmente in dispensa, non amando io i dolci.
Spreco su spreco, doppio spreco, una sofferenza.

Poi è arrivato lui. L’essiccatore. L’ESSICCATORE SANTO. E ho trovato pace. Continua a leggere

Non si nasce una volta sola. Perchè ‘Casa Tufilla’ – Parte 2

C’era una volta, circa una decade fa, una crisi che ha incontrato il mio cammino e alla quale ho scelto di affidarmi. Una crisi che ho accettato, e con essa il cambiamento che ha portato. Un seme che, come vi ho già raccontato, è sbocciato in qualcosa a me molto caro, questo diario, il diario di Casa Tufilla.

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Rua delle Stelle (rrete li mierghie)

Quell’atto di fiducia che ho avuto verso me stessa mi ha portata in un gruppo di alpinisti e da lì in giro per le Marche e anche l’Italia, in cerca di roccia, orizzonti, ripidi sentieri e cieli verticali. E mi ha portata molto spesso in una città, Ascoli Piceno, che ho scoperto e apprezzato in poco tempo, e con essa le persone. Schiette e toste.

Al i là di una delle piazze più belle d’Italia, al di là del fascino della Rua delle Stelle, di quello spazio “rrete li mierghie” (dietro ai merli) che meriterebbe di veder sbocciare bistrot e botteghe di artisti, esplosioni di fiori sul fondo acciottolato che si sporge sul fiume, quello che tra tutti i luoghi mi ha toccato di più le corde della gioia è stata lei, una piccola porta, alta e stretta, poggiata su uno sperone di tufo, che sembra non sapere se imporsi o restare defilata, se assumere quel ruolo di varco verso una città preziosa o starsene lì a lasciare che l’attraversino, che la superino. Porta Tufilla. Continua a leggere

I bambini piccoli devono lavarsi i denti?

Questa settimana volevo raccontarvi altro, di come dopo il terremoto Enea si sia riabituato a dormire nel suo letto, delle fragole essiccate che gli piacciono tanto o della seconda puntata della storia di Casa Tufilla. E invece, dopo aver condiviso un video sulla pagina Facebook di Casa Tufilla, un’amica mi ha lanciato una sfida: “Ma è fattibile riprodurre quel disegno da proporre ai nostri bimbi?”.

“Eccccccerto! ”
E mi sono messa all’opera.

Ma andiamo per gradi, il video racconta di un gioco carino per far capire ai bambini l’importanza di lavarsi i denti. A questo punto, ho pensato di fare una sorta di tutorial, più dettagliato di quello del video, da condividere con la mia amica e a questo punto anche con gli altri che sono curiosi di farlo per i loro bambini.

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Torta di compleanno

Dal primo compleanno di Enea ho preso il gusto di fare da sola la torta. La ricetta è sempre la stessa, almeno fino ad ora, quello che cambia, di volta in volta, sono le decorazioni.

Torta compleanno pesci

Torta primo compleanno Enea

Quella dell’anno scorso, avendo molto più tempo, era decisamente più elaborata: avevo preparato diversi pesciolini in pasta di zucchero (Enea è del segno dei pesci), disegnato un fondale con granella di nocciole, fatto spuntare delle alghe sempre in pasta di zucchero, così come la scritta ‘Auguri Enea’, ritagliate usando come dima delle lettere stampate a misura su cartoncino e poi ritagliate a mano. Per completare la decorazione ho aggiunto stelline di zucchero sul fondale e palline di zucchero per fare le bolle dei pesciolini.

Quella di quest’anno mi ha vista con pochissimo tempo per pensare e soprattutto preparare, la decorazione, ma il risultato mi ha dato comunque molta soddisfazione! Continua a leggere