I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #4 abbigliamento e cura

Enea precisino.jpg

Enea vestito carino, ma il capello ribelle lascia intendere la tendenza quotidiana

Quanto sono carini i bambini della pubblicità, sempre vestiti di tutto punto e pettinati da signorini. Un po’ alla baby George, per intenderci. Ecco, i miei non sono così, proprio per niente. Non so se finora mi son “salvata” dal ‘precisionismo‘ perché Enea, il mio primo figlio, è un maschietto vivace, vi saprò dire a breve se la nascita di Eva mi trasformerà in una mamma-principessa, ma dai primi segnali…direi di no.

Abbigliamento

Continua a leggere

Annunci

Differenze tra la prima e la seconda gravidanza

Seconda gravidanza CT

Enea, Eva (in pancia) ed io, pochi giorni prima del parto (Credits: Claudia Melchiorri)

Come molti di voi già sapranno, venti giorni fa, tre anni dopo Enea, è nata Eva. Nel corso di questa seconda gravidanza ho iniziato a mettere in fila le differenze che sperimentavo rispetto alla prima. Tante, alcune sostanziali. Ma se dovessi dire quale sia stata la migliore, beh questo non sono in grado di farlo.
Nella prima ci sono la magia e i dubbi della novità, nella seconda la serenità e le preoccupazioni della consapevolezza.
Quello che è certo è che sia Enea che Eva mi hanno aperto le porte ad un mondo meraviglioso quanto difficile, ma pur sempre unico.
Ma torniamo alle differenze, ecco quelle che ho vissuto io:

Da ‘stato di grazia’ a ‘stato e basta’

Continua a leggere

L’arte del “portare”: un dono per mamma e bambino

Babywearing
Con Enea ci avevo provato, ma forse l’inesperienza, forse la poca motivazione, l’ho portato in fascia sempre con tanti dubbi e con poca dimestichezza, limitandomi all’indispensabile. Nonostante ciò, avevo intuito le potenzialità del portare, per questo ora che è arrivata Eva ho voluto riprovaci, stavolta ‘seriamente’.
La congiunzione astrale favorevole mi ha portato ad un incontro sul babywearing organizzato da La Stanza di Giò, il centro di assistenza alla gravidanza, nascita e genitorialità dell’Ostetrica Giorgia Tiz, a Fabriano. È lì che ho conosciuto Elisa Pieroni, consulente certificata Babywearing Italia, che giusto qualche giorno fa è venuta a casa mia per una consulenza personalizzata, io, lei ed Eva. Si è presentata di domenica pomeriggio, a conferma della sua grande disponibilità, portando con sé le fasce adatte alle legature con un neonato. Mi ha spiegato i fondamentali, poi abbiamo scelto la fascia più adatta a me ed Eva e mi ha insegnato ad usarla. Mentre allattavo, poi, abbiamo chiacchierato e le ho chiesto se avesse piacere a scrivere un articolo per Casa Tufilla, per raccontare la sua esperienza, cos’è il Babywearing e perché vale la pena saperne di più.

Tempo 3 giorni ed ecco qui il suo prezioso contributo di Consulente. Continua a leggere

I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #3 (auto)svezzamento

Autosvezzamento

Enea a 6 mesi e mezzo e le croste di pane

Dal momento in cui Enea ha iniziato a provare interesse per il cibo solido ho sperato che il chiacchiericcio continuo sull’allattamento cessasse, e invece no. È solo cambiato l’oggetto del ciarlare.
Sin dalla prima pappa ho capito che non sarebbe stato facile. Enea non la voleva. Mi ero informata sull’autosvezzamento e un giorno, invece di frullare il brodo vegetale, ho tritato le verdure fine e ci ho aggiunto una pastina. L’ha mangiata con gusto. Il giorno dopo gli ho allungato un bastoncino di carota lessa e un pezzo di cavolfiore. Metà è finita spiaccicata in mano. Metà in bocca.
“Vedi un po’ che non gli piacciono le consistenze molli e preferisce mangiare qualcosa di consistente?”, mi son detta.
Per me era ovvio. Per tutti gli altri stavo cercando di soffocarlo. E gli stavo togliendo nutrienti fondamentali evitandogli le farine.
Poi, dopo aver raccolto le tabelle di inserimento degli alimenti proposte da tutti i pediatri dei figli delle mie amiche ed essermi accorta che di uguale c’era solo la carta su cui erano stampate, ho iniziato ad ignorarle. Continua a leggere

I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #2 salute

Febbre

Questa febbre ci distrugge

Non sono una mamma apprensiva, sarà la razionalità che mi trattiene dal cedere alle crisi di panico, ma non vado in tilt di fronte ad una sfebbrata, una tosse o addirittura un raffreddore. Finché Enea sta tranquillo, è attivo e gioca non mi preoccupo più di tanto. E da restia alle medicine quale sono, anche per lui le uso solo quando necessario.

Certo, la parola ‘necessario’ di per sé è fuorviante, perché ognuno gli dà il suo personale ‘peso’. Per la mamma un po’ più ansiosa le medicine sono sempre necessarie per far star bene il suo bambino, per quelle un po’ più sciolte come me, non lo sono quasi mai.
Quale sia la strada giusta non posso dirlo, perché come al solito non c’è una sola verità (dopotutto medici diversi danno cure diverse per le stesse malattie), ma posso dire che ho trovato la mia strada giusta, quella che più rispecchia il mio modo di essere. Se poi sia fortuna, tempra forte o diretta conseguenza di queste scelte non lo so, fatto sta che io non mi ammalo facilmente e anche Enea, passato il primo anno di asilo beccandosi anche l’impossibile (vedi asilite), ora che è all’ultimo, devo dire che manca per malattia davvero molto poco. Continua a leggere

Yoga in gravidanza

Yoga gravidanza

Lo Yoga, io e la mia panza.

Lo sport non è il mio forte, sudare e tribolare non mi riempie esattamente di gioia, ma potrei camminare per ore e allo yoga faccio proprio fatica a rinunciare.
Perché?
Semplicemente mi fa stare bene, sia fisicamente che a livello emotivo e psicologico.

Poco meno di dieci anni fa ho fatto il mio primo incontro con lo yoga, l’ho praticato per un anno forse, ma le lezioni erano a Jesi, io abito a Fabriano e lavoro a metà strada, alla fine era più lo stress che il beneficio. Quando poi ero incinta di Enea di un paio di mesi, ho avuto la possibilità di partecipare ad una lezione promozionale della Scuola Yoga Camerino.
È stato amore a prima vista.
Continua a leggere

I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #1 allattamento

Allattamento_2CT

Enea e la sua sonnolenza appena nato


Nasci mamma e ti accorgi che tutti hanno qualcosa da dirti.
La differenza rispetto a prima è che invece di limitarsi a ‘criticarti’ alle spalle, ora che sei mamma quello che è giusto te lo devono proprio dire. Sia mai che tuo figlio cresca male.
Quando poi provi a far valere le tue ragioni, la risposta solitamente è “Non mi pare che quelli che (descrizione variabile in base all’oggetto della conversazione) siano morti o cresciuti tanto male”. E grazie al cavolo! Anche mio padre fumava con me in macchina, e non sono morta (almeno, non ancora), ma io non lo farei mai!

Il fatto che poi io, figlia di una pedagogia fatta di sculacciate, urla e punizioni, abbia combattuto (e con qualcosa combatto ancora, a 37 anni suonati) con depressione, insicurezze, autostima altalenante e attacchi di rabbia dovuti probabilmente a ferite mai chiuse, non fa nascere per niente il dubbio che forse forse qualcosa potrebbe essere (giustamente) evoluto, o che quello che a me non è piaciuto, magari non voglio ripeterlo con Enea. Continua a leggere

Basta curare i bambini. Prendiamocene ‘semplicemente’ cura.

Parco giochi

La scorsa settimana ho avuto l’occasione di incontrare nuovamente il ‘mio’ pedagogista di riferimento, Paolo Cingolani di Liberamente, grazie ad uno degli incontri periodici organizzati dall’asilo Fantaghirò di Fabriano. A dispetto dell’ultima volta, in cui la conversazione era stata abbastanza libera e partiva direttamente dalle domande dei genitori, il pedagogista ha voluto affrontare un argomento preciso e che gli sta molto a cuore: il tornare a prendersi cura dei bambini, anziché curarli.

La sua riflessione parte da alcuni concetti fondamentali: Continua a leggere

Educare senza arrabbiarsi, è possibile? Pare di sì…e tentar non nuoce.

Gentilezza

Le delicatezze di un bimbetto di due anni e poco più.

Che io sia una lettrice accanita, di siti, blog, libri e articoli, ormai dovreste saperlo.
E anche che sono mamma di un bambino primitivo, che morde e pizzica quando è in preda alle emozioni (e pure schiaffi, ultimamente, che ci mancavano, sia mai!).
Sono pure costantemente devastata dall’autocritica, dal perfezionismo e dalle manie di controllo.
Metti insieme questi 3 ingredienti e cosa ne viene fuori? Una mamma che di fronte alle fasi critiche e ai comportamenti del proprio bambino, legge, si informa e le prova tutte, perché è vero che i comportamenti dei bambini non sono sempre colpa nostra, ma è una nostra responsabilità aiutarli a gestirli e correggerli, certi comportamenti, se non sono positivi.

E allora, dopo i rimedi fai da te e le lettere alle riviste di pedagogia e le varie leggi del taglione, sono approdata, grazie al consiglio di un’amica, sulla pagina youtube di Bimbiveri, a cui è associato l’omonimo sito. Tra i due, quello che vi consiglio di seguire è il canale youtube, dove ci sono numerosi video in cui Roberta Cavallo, consulente con diversi anni di esperienza in centri di affido familiare, racconta in modo chiaro e semplice la sua esperienza. Esperienza che, a quanto pare, ha funzionato con successo con i bambini in affido, di certo più delicati.
E allora perché non dovrebbe funzionare con Enea?“, mi sono detta.
E nelle pause pranzo e la sera a letto, ho preso l’abitudine di ascoltarmi uno o due video della Cavallo apprendendo dei principi che sto applicando con Enea…certo, ci vuole tempo e perseveranza, ma qualcosa inizia a muoversi, in queste ultime due-tre settimane (vi avevo anticipato qualcosa in questo post). Spesso la ascolto anche in macchina, perché ho scaricato i video sul mio cloud e posso sentirli senza finire i Giga (…come mi è già successo…tontolona!) Continua a leggere

App sulla gravidanza ne abbiamo?

app-sprout-gravidanza-iphone

Il bambino in 3D dell’App Sprout Gravidanza

Potevano, in un un mondo 2.0, 3.0, 4.0, n.0, non esistere App per la gravidanza?
Ovvio che no. E io, nonostante sia poco più che 1.0 (avrete notato che a parte la semi-regolarità con cui scrivo qui, per il resto sono molto incostante su Facebook, Instagram e Twitter) già per la gravidanza di Enea avevo scaricato una app dedicata. In questa seconda gravidanza, nonostante la curiosità e la necessità di informarmi siano molto meno frequenti rispetto alla prima, ho voluto fare uno step ulteriore e provarne anche altre. Ora, sarà stato il sesto senso, o forse solo culo, ma quella che avevo usato per Enea si conferma migliore App per seguire la gravidanza.
Continua a leggere