L’arte del “portare”: un dono per mamma e bambino

Babywearing
Con Enea ci avevo provato, ma forse l’inesperienza, forse la poca motivazione, l’ho portato in fascia sempre con tanti dubbi e con poca dimestichezza, limitandomi all’indispensabile. Nonostante ciò, avevo intuito le potenzialità del portare, per questo ora che è arrivata Eva ho voluto riprovaci, stavolta ‘seriamente’.
La congiunzione astrale favorevole mi ha portato ad un incontro sul babywearing organizzato da La Stanza di Giò, il centro di assistenza alla gravidanza, nascita e genitorialità dell’Ostetrica Giorgia Tiz, a Fabriano. È lì che ho conosciuto Elisa Pieroni, consulente certificata Babywearing Italia, che giusto qualche giorno fa è venuta a casa mia per una consulenza personalizzata, io, lei ed Eva. Si è presentata di domenica pomeriggio, a conferma della sua grande disponibilità, portando con sé le fasce adatte alle legature con un neonato. Mi ha spiegato i fondamentali, poi abbiamo scelto la fascia più adatta a me ed Eva e mi ha insegnato ad usarla. Mentre allattavo, poi, abbiamo chiacchierato e le ho chiesto se avesse piacere a scrivere un articolo per Casa Tufilla, per raccontare la sua esperienza, cos’è il Babywearing e perché vale la pena saperne di più.

Tempo 3 giorni ed ecco qui il suo prezioso contributo di Consulente. Continua a leggere

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Albero di Natale a prova di bimbo

Albero natale pannolenci

Il nostro albero di Natale attacca e stacca

Chiunque abbia un bambino leggermente più vivace e curioso di un soprammobile, sa bene quanto l’albero di Natale, oltre che essere circondato di magia, è anche molto probabilmente destinato ad una fine infausta, negli unici 5 minuti in cui lascerai la creatura incontrollata.
Dopo il primo Natale a suon di colpi apoplettici e corse forsennate per salvare l’albero (ehm…dovevo dire Enea?!) ho rubato qualche (altra) ora al sonno per preparargli un albero di Natale tutto per lui, sicuro, resistente e anche divertente.

Visto che è veramente facile prepararlo, vi racconto come l’ho fatto, così potete farlo anche voi. Continua a leggere

Basta curare i bambini. Prendiamocene ‘semplicemente’ cura.

Parco giochi

La scorsa settimana ho avuto l’occasione di incontrare nuovamente il ‘mio’ pedagogista di riferimento, Paolo Cingolani di Liberamente, grazie ad uno degli incontri periodici organizzati dall’asilo Fantaghirò di Fabriano. A dispetto dell’ultima volta, in cui la conversazione era stata abbastanza libera e partiva direttamente dalle domande dei genitori, il pedagogista ha voluto affrontare un argomento preciso e che gli sta molto a cuore: il tornare a prendersi cura dei bambini, anziché curarli.

La sua riflessione parte da alcuni concetti fondamentali: Continua a leggere

Elogio (ahimé funebre) della nostra borraccia

Borraccia motori Tyrell Katz

La nostra amata borraccia motori Tyrell Katz

Ebbene sì, dopo un anno di onoratissima carriera, la nostra amata borraccia ci ha lasciati. E non perché lo volesse lei, poverina, ma il suo caro proprietario, in un momento di distrazione, le ha riportato ferite che non si possono sanare. E lei ormai versa lacrime ogni volta che le ricordiamo quale sia il suo ruolo.

Una borraccia unica, colorata, piccolina e perfetta per Enea, che non avendo mai voluto biberon, ha potuto godere del suo tappo con foro a misura di bambino. Peccato che la smodata passione di Enea per il mordere, come ormai ben sapete, l’abbia portato a rosicchiare bellamente il tappo, così che adesso, oltre a chiudersi con fatica, la povera borraccetta perde acqua goccia a goccia, come delle piccole lacrime per il futuro perduto.

Ma voglio rendere positivo questo momento di tristezza raccontandovi la sua storia, ma soprattutto consigliandovela, perché per la prima volta in vita mia ho trovato una borraccia che, udite udite, non puzza di fogna dopo un giorno. E neanche dopo 3 o 4. Continua a leggere

Il pancione della mamma. Tu dentro e io davanti.

Il pancione della mamma copertina

Il pancione della mamma. Tu dentro e io davanti. La copertina.

Enea sta per diventare fratello maggiore, e noi ci stiamo preparando ad affrontare un tornado di emozioni e difficoltà, ché il passaggio da 1 a due figli è traumatico, dicono.

Tra le varie cose che stiamo facendo per prepararlo (e prepararci), c’è anche la lettura di libri per bambini dedicati all’argomento “Fratellino in arrivo”.
La mia lista di Amazon ne è piena, ma alla fine, tentando di controllare gli attacchi di shopping compulsivo in tema di libri per Enea, mi sono limitata ad uno: Il pancione della mamma. Tu dentro e io davanti. Lì mi sono fermata. C’era tutto quello che cercavo e Enea se ne è innamorato subito (con tanto di crisi quando stamattina mi ha visto portarlo via da casa, per paura che non lo rivedesse più!) Continua a leggere

Si può preparare un bambino a diventare fratello maggiore?

Fratello maggiore

Enea ed Eva (sì, lei è proprio lì, sotto la mia maglia :)). Credits: Anna Maria Martsenkova

Mancano poco più di 4 mesi al momento in cui Enea diventerà fratello maggiore.
Sin dal test di gravidanza ci siamo chiesti come avremmo potuto accompagnarlo in questa attesa e aiutarlo ad affrontare un cambiamento così grande. Come mio solito, il primo passo è stato quello di leggere. Iniziando da qualche articolo online, per poi passare ai libri. Per me e per Enea. Continua a leggere

Sarai Eva

Eva - Eco

Sarai Eva.
Eri già Cece, prima di sapere chi fossi, se bambino o bambina.
Un nome per parlare di te con Enea, per renderti vera anche se invisibile.
Poi ti sei rivelata femmina, e quel nome era già lì, pronto ad accoglierti, a sceglierti, a farti esistere al di fuori di quella pancia in cui ti confondi.
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Enea, fratello maggiore

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Aspettiamo un altro bambino, e l’abbiamo annunciato così.

Ebbene sì, aspettiamo un (altro) bambino. Per annunciarlo ho preparato per Enea la maglietta “Sono un fratello maggiore” e oltre al racconto vi lascio anche i file e le indicazioni per la stampa, nel caso vogliate farla anche voi!

Ma torniamo a noi, dove eravamo rimasti?
Ebbene sì, aspettiamo un (altro) bambino.
“‘Mo’ so’ caxxi vostri!”
“Come vi è venuto pensato?”
“Vedo che non ve ne è bastato uno!”
Ma per fortuna anche tanti abbracci e sorrisi e congratulazioni, al di là dei soliti commenti da terroristi, o semplicemente da genitori con esperienze più sfortunate, o con un approccio diverso alle difficoltà. Perché mica è facile per nessuno crescere un bambino; che sia per il carattere tosto, il temperamento vichingo, le privazioni del sonno, della libertà personale, i malanni, le preoccupazioni, il tempo che non basta mai, a rincorrere la vita col fiato corto, i mille dubbi e la paura di stare crescendo uno psicopatico, essere genitore è forse la più grande sfida che una persona possa scegliere di affrontare. Non perché ci regali chissà quale elevazione spirituale, no. Semplicemente perché se la perdi, quella sfida, non ne va solo della tua vita. Ne va soprattutto di quella vita che hai tra le mani e che non ha gli strumenti per salvarsi da sola. Continua a leggere

Zainetti per bambini a forma di animali

Ma carini eh, mica una cosa pacchiana. E tanto utili, a nostro avviso. Per questo oggi voglio condividere con voi uno dei regali che ho fatto ad Enea intorno all’anno e mezzo, quando iniziava a volersi portare in giro i suoi giochi e ormai deambulava con dignità (che zavorrarlo su passi ancora incerti sarebbe stata cattiveria). Senza contare che si mangerebbe pure me in qualsiasi momento, e lo zainetto era il custode perfetto per le sue merende “on the go”.

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Manco a dirlo, essendo shopping online addicted da quando sono mamma (per questioni di tempo e comodità, non perché faccia figo) l’ho comprato su Amazon. Abbiamo scelto lo zainetto a forma di gufo di Skip Hop, ideale per bambini dai 12 mesi in su viste le dimensioni ridotte (23x19x170 cm).

Cosa ci piace

Certamente il design, delizioso e divertente per un bambino. Enea se ne è innamorato subito e l’idea di avere anche lui uno zainetto per uscire con tutte le sue cose, gli piace molto. Continua a leggere

Addio pannolino, è stato bello.

Ce l’abbiamo fatta, Enea è pannolino free.
Abbiamo iniziato il 9 giugno, prima del previsto. Sono stata costretta ad anticipare, affrontando poi quelle difficoltà che immaginavo e che mi avevano fatto decidere per il 23.

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Quando ho messo in fila i consigli di EasyMum sullo spannolinamento, si parla di toglierlo una volta per tutte, per non confondere il bambino. Ecco, ho dovuto anticipare proprio perché tra chi si prende cura di Enea, qualcuno ha deciso che non glielo avrebbe più messo quando erano insieme. Ho provato a manifestare il mio disappunto, inutilmente. E allora ho tirato in ballo quella cosa meravigliosa che si chiama resilienza, e invece di imbarcarmi in una guerra di potere (ah, come sono cambiata con la nascita di Enea!), ho deciso di anticipare. Continua a leggere