Zainetti per bambini a forma di animali

Ma carini eh, mica una cosa pacchiana. E tanto utili, a nostro avviso. Per questo oggi voglio condividere con voi uno dei regali che ho fatto ad Enea intorno all’anno e mezzo, quando iniziava a volersi portare in giro i suoi giochi e ormai deambulava con dignità (che zavorrarlo su passi ancora incerti sarebbe stata cattiveria). Senza contare che si mangerebbe pure me in qualsiasi momento, e lo zainetto era il custode perfetto per le sue merende “on the go”.

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Manco a dirlo, essendo shopping online addicted da quando sono mamma (per questioni di tempo e comodità, non perché faccia figo) l’ho comprato su Amazon. Abbiamo scelto lo zainetto a forma di gufo di Skip Hop, ideale per bambini dai 12 mesi in su viste le dimensioni ridotte (23x19x170 cm).

Cosa ci piace

Certamente il design, delizioso e divertente per un bambino. Enea se ne è innamorato subito e l’idea di avere anche lui uno zainetto per uscire con tutte le sue cose, gli piace molto. Continua a leggere

Addio pannolino, è stato bello.

Ce l’abbiamo fatta, Enea è pannolino free.
Abbiamo iniziato il 9 giugno, prima del previsto. Sono stata costretta ad anticipare, affrontando poi quelle difficoltà che immaginavo e che mi avevano fatto decidere per il 23.

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Quando ho messo in fila i consigli di EasyMum sullo spannolinamento, si parla di toglierlo una volta per tutte, per non confondere il bambino. Ecco, ho dovuto anticipare proprio perché tra chi si prende cura di Enea, qualcuno ha deciso che non glielo avrebbe più messo quando erano insieme. Ho provato a manifestare il mio disappunto, inutilmente. E allora ho tirato in ballo quella cosa meravigliosa che si chiama resilienza, e invece di imbarcarmi in una guerra di potere (ah, come sono cambiata con la nascita di Enea!), ho deciso di anticipare. Continua a leggere

Spannolinamento secondo il metodo Montessori

titulo2bdejar2bel2bpa25c32591alEnea è ormai spannolinato, e a breve vi racconterò come è andata.
Nel mentre, ai consigli di EasyMum che mi hanno aiutato a gestire al mio meglio l’addio di Enea al pannolino, voglio aggiungere alcuni spunti che ho trovato sul sito Aprendiendo con Montessori. L’articolo originale è in spagnolo, ma vi risparmio la fatica di tradurlo e lo faccio io per voi. Andate però a sbirciare nella pagina, perché ci sono alcune foto carine su come attrezzare il bagno a misura di bambino.
Per tutte le mamme che trovano valore nel metodo Montessori, pur con le difficoltà nell’applicarlo e i necessari adattamenti alla vita e alle abitudini di ognuno, può essere una lettura interessante. In linea di massima, è comunque coerente con quanto suggerito da EasyMum. Continua a leggere

Spannolinamento: i consigli di Easy Mum

Spannolinamento

La prima pipì di Enea sul vasino, la scorsa estate. In adolescenza pagherò caro l’aver pubblicato questa foto 😛

Enea ha due anni, il caldo è alle porte e la questione ‘spannolinamento’ inizia ad assumere le sembianze di un mostriciattolo pauroso. Sono io, certo, ad avere paura, non voglio ammetterlo ma ho quel mix di sensazioni tra l’emozionato, il curioso, l’impaziente e..ebbene sì, il terrorizzato. Perché tanto noi mamme lo sappiamo che arriviamo baldanzose, cariche di tutte le nostre belle aspettative, e poi taaaaac, arriva la realtà, che di solito è un pelino meno azzurra e infiocchettata di quanto pensiamo.

Intanto, per non farmi trovare impreparata, mi sono concessa un aperitivo con Francesca, fondatrice di EasyMum, un centro in cui mamme e famiglie si possano sentire accolte e supportate nel loro cammino con i figli. Francesca organizza diversi laboratori per bambini, ma anche incontri con i genitori, affrontando diversi argomenti su educazione, genitorialità e sviluppo del bambino. Tra questi, a marzo c’è stato un incontro sullo spannolinamento, a cui però non potevo partecipare. D’accordo con Serena, un’amica che come me era interessata ma assente, abbiamo proposto a Francesca di vederci per un aperitivo al Marchese del Grillo, il relais di Serena, e farci dare delle ‘ripetizioni’. Da quel piacevole incontro ho avuto tanti spunti interessanti e diverse conferme, oltre a qualche indicazione diversa da quello che credevo corretto. Continua a leggere

I bambini piccoli devono lavarsi i denti?

Questa settimana volevo raccontarvi altro, di come dopo il terremoto Enea si sia riabituato a dormire nel suo letto, delle fragole essiccate che gli piacciono tanto o della seconda puntata della storia di Casa Tufilla. E invece, dopo aver condiviso un video sulla pagina Facebook di Casa Tufilla, un’amica mi ha lanciato una sfida: “Ma è fattibile riprodurre quel disegno da proporre ai nostri bimbi?”.

“Eccccccerto! ”
E mi sono messa all’opera.

Ma andiamo per gradi, il video racconta di un gioco carino per far capire ai bambini l’importanza di lavarsi i denti. A questo punto, ho pensato di fare una sorta di tutorial, più dettagliato di quello del video, da condividere con la mia amica e a questo punto anche con gli altri che sono curiosi di farlo per i loro bambini.

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Festa di compleanno n°2

La torta versione ‘ferrovia con trenino’

Dopo lo stress della prima festa di compleanno, che vi racconterò, finalmente è arrivato il tempo di organizzare la seconda. Stavolta molto più contenuta, sebbene in più momenti: abbiamo festeggiato con la mia famiglia il sabato, con l’amichetto Achille il giovedì successivo e con la famiglia del mio compagno la domenica seguente. I doni ricevuti sono stati interessanti, graditi e utili. Ma andiamo per gradi.

I festeggiamenti e le ricette

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Leo il Camion curioso

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Leo costruisce una locomotiva

C’ero una volta io, genitore perfetto. Niente cartoni, pc e telefono sotto i 3 anni e solo giochi educativi. Poi sono diventata mamma, Enea ha iniziato ad interagire con altre persone oltre me, da bambino curioso che è ha iniziato a guardarsi intorno e ha scoperto tv, telefono e pc. Olè.

Ma…com’è che si dice? C’era una volta un genitore perfetto. Poi è diventato genitore.

Ecco. Prima di diventare genitore non pensavo che un bambino di un anno e poco più potesse appassionarsi tanto di trattori, camion e ruspe. E non pensavo che tra le prime parole che avrebbe ripetuto a ruota ci sarebbe stato ‘trattore, trattore, trattore’.
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Il nostro primo pronto soccorso

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Un po’ di colla, un cerotto e via!

Quando vedo una chiamata dall’asilo, ci sono 2 cose , in serie, che di solito penso:

  1. Caxxo si è ammalato, avrò ancora le ferie? A chi lo lascio? Ma perché non gli ho fatto ancora conoscere la babysitter!?!
  2. Oddio, che è successo? Speriamo non sia niente di grave!

Poi succede che rispondo e mi dicono che Enea è caduto sbattendo su una sedia e si è tagliato sotto al mento. Che non è niente, devo stare tranquilla, ma se lo faccio vedere un attimo al pronto soccorso, staremo tutti più tranquilli. E allora parto verso quelli che, sì ok devo stare tranquilla, ma sono i 30 km più lunghi della mia vita (quelli da casa all’ospedale, dopo che mi si sono rotte le acque, sono sembrati più corti solo perché erano la metà!). Arrivo all’asilo e devo fermarmi un attimo, respirare, calmarmi e ricordarmi che qualunque cosa sia accaduta, la sua visione del mondo è lo specchio del mio sguardo.
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Chi mena prima mena due volte

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Il famoso orologetto

Raccontavo, qualche mese fa, di quanto Cipollino amasse mordere. E di come le avevamo provate tutte e non sapevamo più che fare. Bene. Pian piano ha iniziato a diminuire con i morsi, iniziando però a pizzicare. Ora anche quel vizio sembra meno prepotente.

Sarà che era solo una fase.
Sarà che sta crescendo.
Sarà che ora capisce che non ottiene amore.
Sarà che ora capisce che provoca tristezza.

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Ma che figata è, avere un bimbo di 1 anno e mezzo?

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Che siano nuvole, uccelli, aquiloni o sogni, non smettere mai di guardare in alto

Hai da poco compiuto 18 mesi e, alla faccia di tutti quelli (terroristi!) che dal test positivo mi riempiono di ‘adesso vedrai!’, ‘è finita la pacchia!’, ‘ora ti tocca!’, devo dire che è una gran figata. Stai crescendo velocemente. Così velocemente che ho bisogno di fissarti qui, per ricordarmi di tutte quelle piccole cose in cui oggi sono immersa e domani mi mancheranno tanto, anche se sarò immersa in altri momenti meravigliosi di te.

I ‘ciao mamma‘ la mattina appena sveglia, i ‘mamma baccio‘quando ti accoccoli prima di dormire. E’ da qualche mese che hai iniziato con le parole, ma questi primi abbozzi di frasi sono ogni volta un brivido al cuore. E penso a quella sorta di conversazione al telefono di qualche giorno fa: ‘ciao amore mio‘, ‘ciao moe‘, ‘come stai?‘, ‘bene‘, ‘hai mangiato?‘, ‘mm‘. E quando la sera ti porto a dormire e seduto sul letto mi racconti per l’ennesima volta che ‘nonna, pumpete, fagoe‘ (nonna è caduta mentre raccoglieva le fragole). È dolce l’emozione che c’è dietro queste piccole cose, il tuo volermi raccontare, voler condividere con me le cose che ti sono accadute quando io non c’ero. Sono i primi semi di quella fiducia che sarà fondamentale in futuro, sono le nostre prime, consapevoli, confidenze.
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