5 regali, insoliti ma preziosi, da fare a una neo-mamma (ma anche bis-, tris-, …)

Idee regalo neo mamma

La nostra amica sta per diventare mamma e inizia lo scervellamento su quale regalo farle, sulle cose che avrà comprato da sé e su quelle che le avranno già regalato.
Nella mia esperienza di (bis)mamma ho scoperto capito che ci sono dei regali preziosi che in pochi fanno, ma che hanno più valore e utilità dell’ennesima tutina o body (per quanto apprezzati, per carità, ogni regalo racchiude tempo e pensiero e come tale va onorato).

Tra i vari regali, vi elenco in ordine crescente di impegno quelli che per me sono stati una benedizione, o mi sono terribilmente mancati, soprattutto con Enea, il mio primo bambino, il cui post-parto è stato psicologicamente più difficile rispetto a quello di Eva. Continua a leggere

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Differenze tra primo e secondo parto – intro

Monitoraggio contrazioni
Dopo la gravidanza, si spera sempre, arriva il parto.
Ci sono donne che rinunciano al secondo figlio per non rivivere l’esperienza della nascita, altre che passano la gravidanza con la paura di ciò che accadrà nel momento in cui il cucciolo tanto atteso verrà alla luce. Addirittura esiste una patologia, per spiegare la paura del parto: la tocofobia.

Così come le mie due gravidanze, anche i miei due parti sono stati totalmente diversi, per quanto entrambi siano andati bene. Onestamente in merito al primo parto mi chiedo se ingenuità e positività mi abbiano fatto considerare buona un’esperienza che rispetto ai racconti di altri parti, e anche rispetto al mio secondo, tanto buona potrebbe non sembrare.
Quello che di certo ho imparato, è che non si può mai sapere e che in questi casi l’esperienza conta davvero poco. Ogni parto è un mondo a sé, tanto vale viversi la gravidanza serenamente e lasciarsi portare dalla natura con resilienza e fiducia, senza ansie ne aspettative. Continua a leggere

I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #4 abbigliamento e cura

Enea precisino.jpg

Enea vestito carino, ma il capello ribelle lascia intendere la tendenza quotidiana

Quanto sono carini i bambini della pubblicità, sempre vestiti di tutto punto e pettinati da signorini. Un po’ alla baby George, per intenderci. Ecco, i miei non sono così, proprio per niente. Non so se finora mi son “salvata” dal ‘precisionismo‘ perché Enea, il mio primo figlio, è un maschietto vivace, vi saprò dire a breve se la nascita di Eva mi trasformerà in una mamma-principessa, ma dai primi segnali…direi di no.

Abbigliamento

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Differenze tra la prima e la seconda gravidanza

Seconda gravidanza CT

Enea, Eva (in pancia) ed io, pochi giorni prima del parto (Credits: Claudia Melchiorri)

Come molti di voi già sapranno, venti giorni fa, tre anni dopo Enea, è nata Eva. Nel corso di questa seconda gravidanza ho iniziato a mettere in fila le differenze che sperimentavo rispetto alla prima. Tante, alcune sostanziali. Ma se dovessi dire quale sia stata la migliore, beh questo non sono in grado di farlo.
Nella prima ci sono la magia e i dubbi della novità, nella seconda la serenità e le preoccupazioni della consapevolezza.
Quello che è certo è che sia Enea che Eva mi hanno aperto le porte ad un mondo meraviglioso quanto difficile, ma pur sempre unico.
Ma torniamo alle differenze, ecco quelle che ho vissuto io:

Da ‘stato di grazia’ a ‘stato e basta’

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L’arte del “portare”: un dono per mamma e bambino

Babywearing
Con Enea ci avevo provato, ma forse l’inesperienza, forse la poca motivazione, l’ho portato in fascia sempre con tanti dubbi e con poca dimestichezza, limitandomi all’indispensabile. Nonostante ciò, avevo intuito le potenzialità del portare, per questo ora che è arrivata Eva ho voluto riprovaci, stavolta ‘seriamente’.
La congiunzione astrale favorevole mi ha portato ad un incontro sul babywearing organizzato da La Stanza di Giò, il centro di assistenza alla gravidanza, nascita e genitorialità dell’Ostetrica Giorgia Tiz, a Fabriano. È lì che ho conosciuto Elisa Pieroni, consulente certificata Babywearing Italia, che giusto qualche giorno fa è venuta a casa mia per una consulenza personalizzata, io, lei ed Eva. Si è presentata di domenica pomeriggio, a conferma della sua grande disponibilità, portando con sé le fasce adatte alle legature con un neonato. Mi ha spiegato i fondamentali, poi abbiamo scelto la fascia più adatta a me ed Eva e mi ha insegnato ad usarla. Mentre allattavo, poi, abbiamo chiacchierato e le ho chiesto se avesse piacere a scrivere un articolo per Casa Tufilla, per raccontare la sua esperienza, cos’è il Babywearing e perché vale la pena saperne di più.

Tempo 3 giorni ed ecco qui il suo prezioso contributo di Consulente. Continua a leggere

I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #3 (auto)svezzamento

Autosvezzamento

Enea a 6 mesi e mezzo e le croste di pane

Dal momento in cui Enea ha iniziato a provare interesse per il cibo solido ho sperato che il chiacchiericcio continuo sull’allattamento cessasse, e invece no. È solo cambiato l’oggetto del ciarlare.
Sin dalla prima pappa ho capito che non sarebbe stato facile. Enea non la voleva. Mi ero informata sull’autosvezzamento e un giorno, invece di frullare il brodo vegetale, ho tritato le verdure fine e ci ho aggiunto una pastina. L’ha mangiata con gusto. Il giorno dopo gli ho allungato un bastoncino di carota lessa e un pezzo di cavolfiore. Metà è finita spiaccicata in mano. Metà in bocca.
“Vedi un po’ che non gli piacciono le consistenze molli e preferisce mangiare qualcosa di consistente?”, mi son detta.
Per me era ovvio. Per tutti gli altri stavo cercando di soffocarlo. E gli stavo togliendo nutrienti fondamentali evitandogli le farine.
Poi, dopo aver raccolto le tabelle di inserimento degli alimenti proposte da tutti i pediatri dei figli delle mie amiche ed essermi accorta che di uguale c’era solo la carta su cui erano stampate, ho iniziato ad ignorarle. Continua a leggere

I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #2 salute

Febbre

Questa febbre ci distrugge

Non sono una mamma apprensiva, sarà la razionalità che mi trattiene dal cedere alle crisi di panico, ma non vado in tilt di fronte ad una sfebbrata, una tosse o addirittura un raffreddore. Finché Enea sta tranquillo, è attivo e gioca non mi preoccupo più di tanto. E da restia alle medicine quale sono, anche per lui le uso solo quando necessario.

Certo, la parola ‘necessario’ di per sé è fuorviante, perché ognuno gli dà il suo personale ‘peso’. Per la mamma un po’ più ansiosa le medicine sono sempre necessarie per far star bene il suo bambino, per quelle un po’ più sciolte come me, non lo sono quasi mai.
Quale sia la strada giusta non posso dirlo, perché come al solito non c’è una sola verità (dopotutto medici diversi danno cure diverse per le stesse malattie), ma posso dire che ho trovato la mia strada giusta, quella che più rispecchia il mio modo di essere. Se poi sia fortuna, tempra forte o diretta conseguenza di queste scelte non lo so, fatto sta che io non mi ammalo facilmente e anche Enea, passato il primo anno di asilo beccandosi anche l’impossibile (vedi asilite), ora che è all’ultimo, devo dire che manca per malattia davvero molto poco. Continua a leggere

Yoga in gravidanza

Yoga gravidanza

Lo Yoga, io e la mia panza.

Lo sport non è il mio forte, sudare e tribolare non mi riempie esattamente di gioia, ma potrei camminare per ore e allo yoga faccio proprio fatica a rinunciare.
Perché?
Semplicemente mi fa stare bene, sia fisicamente che a livello emotivo e psicologico.

Poco meno di dieci anni fa ho fatto il mio primo incontro con lo yoga, l’ho praticato per un anno forse, ma le lezioni erano a Jesi, io abito a Fabriano e lavoro a metà strada, alla fine era più lo stress che il beneficio. Quando poi ero incinta di Enea di un paio di mesi, ho avuto la possibilità di partecipare ad una lezione promozionale della Scuola Yoga Camerino.
È stato amore a prima vista.
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Sciroppo per la tosse homemade

Sciroppo tosse CT

Sciroppo per la tosse con zenzero, limone e miele

Ve lo avevo anticipato sulla pagina Facebook di Casa Tufilla, ho provato a fare in casa lo sciroppo per la tosse e siccome sembra abbia funzionato, oggi vi lascio la ricetta!
Che io abbia la mania delle cose fatte in casa e fatte a mano, ormai lo sapete, e siccome non mi piace nemmeno prendere medicine, a meno che non siano necessarie, ricorro spesso a rimedi naturali, come la fitoterapia. Ora che sono in gravidanza, poi, e che anche con le piante devo stare attenta, figuratevi quanto sia restia a prendere qualunque cosa.
Fatto sta che il piccolo quanto meraviglioso untore di casa ci ha attaccato l’influenza, che quest’anno è devastante e per fortuna a noi non ha preso troppo forte, sono così riuscita ad evitare qualunque medicina. Ma, perché c’è un ‘ma’, mi ha lasciata con una tosse stizzosa e fastidiosa, e potete capire che nella mia condizione, con un pancione di 9 mesi che preme sulla vescica, ogni colpo di tosse è un rischio. 🙂

Ecco allora che ho rispolverato una ricetta di cui avevo sentito parlare più volte da quando ho il Bimby, e dato che avevo in casa tutto l’occorrente, perché non provare? Continua a leggere

Limoncello e crema di limoncello

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Limoncello e crema di limoncello

Ebbene sì, le vacanze di Natale per me son state proprio vacanze. Ho chiuso PC e social e mi sono dedicata alla famiglia, al riposo e a qualcuna delle mie passioni. Ma ormai le vacanze sono finite e anche se io sono in maternità, tempo per raccontarvi e condividere scoperte, ricette e dubbi è ora che ricominci a trovarlo, creandomi pian piano una nuova routine che mi permetta di non perdermi dietro al tempo e di continuare a fare le cose che mi sono prefissata, come la cura di questo piccolo progetto personale chiamato Casa Tufilla.

Nonostante l’alcool in gravidanza non sia proprio la cosa più consigliata, ho approfittato dei limoni disponibili al GAS di cui facciamo parte e ho sfidato la mia panza di sette mesi cimentandomi nella preparazione del limoncello e della crema di limoncello. Siccome i risultati sono stati giudicati ottimi, eccomi qui a condividere con voi le ricette. Continua a leggere