Zainetti per bambini a forma di animali

Ma carini eh, mica una cosa pacchiana. E tanto utili, a nostro avviso. Per questo oggi voglio condividere con voi uno dei regali che ho fatto ad Enea intorno all’anno e mezzo, quando iniziava a volersi portare in giro i suoi giochi e ormai deambulava con dignità (che zavorrarlo su passi ancora incerti sarebbe stata cattiveria). Senza contare che si mangerebbe pure me in qualsiasi momento, e lo zainetto era il custode perfetto per le sue merende “on the go”.

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Manco a dirlo, essendo shopping online addicted da quando sono mamma (per questioni di tempo e comodità, non perché faccia figo) l’ho comprato su Amazon. Abbiamo scelto lo zainetto a forma di gufo di Skip Hop, ideale per bambini dai 12 mesi in su viste le dimensioni ridotte (23x19x170 cm).

Cosa ci piace

Certamente il design, delizioso e divertente per un bambino. Enea se ne è innamorato subito e l’idea di avere anche lui uno zainetto per uscire con tutte le sue cose, gli piace molto. Continua a leggere

Breve vacanza a Folgaria (Trento, Alpe Cimbra)

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Tutto Quello che hai visto ricordalo, perché tutto quello che dimentichi ritorna a volare nel vento.

Quest’anno ce l’ho fatta. Sono riuscita a portare Andrea in montagna.
Giusto 4 giorni, 2 praticamente di viaggio e 2 di scialo. Riposo, vita a tempo lento, fatto un po’ i turisti e anche un paio di passeggiate. Vi racconto tutto qui, che se volete dedicarvi un po’ di tempo o scoprire la montagna se siete ‘neofiti’, la nostra esperienza potrà tornarvi utile. (Che non sono solo io, immagino, che vado a cercare online idee e spunti su dove andare e cosa fare in vacanza, no?!)

L’anno scorso con Enea ero stata a Molveno (delizioso, ve lo racconterò), accompagnati da mia madre. Quest’anno non poteva, ma io non volevo rinunciare a qualche giorno di montagna, indispensabile per sopravvivere ad un’estate di mare.
Che poi non è che a me il mare faccia proprio schifo eh. Mi piacciono lo sciabordare delle onde, le albe e i tramonti, le passeggiate e gli aperitivi, i pranzi di pesce e i mercatini…ma per lo più il mare è sole a picco, sabbia addosso, caldo appiccicoso, sudore e schiamazzi e una sensazione di umido costante che no, non fanno per me. Poi, sebbene ora con Enea sia assolutamente solo un lontano (brutto) ricordo, quell’abitudine a stare inermi sotto il sole a fare niente…fare niente…ma vi pare una cosa ‘da me’? Continua a leggere

Addio pannolino, è stato bello.

Ce l’abbiamo fatta, Enea è pannolino free.
Abbiamo iniziato il 9 giugno, prima del previsto. Sono stata costretta ad anticipare, affrontando poi quelle difficoltà che immaginavo e che mi avevano fatto decidere per il 23.

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Quando ho messo in fila i consigli di EasyMum sullo spannolinamento, si parla di toglierlo una volta per tutte, per non confondere il bambino. Ecco, ho dovuto anticipare proprio perché tra chi si prende cura di Enea, qualcuno ha deciso che non glielo avrebbe più messo quando erano insieme. Ho provato a manifestare il mio disappunto, inutilmente. E allora ho tirato in ballo quella cosa meravigliosa che si chiama resilienza, e invece di imbarcarmi in una guerra di potere (ah, come sono cambiata con la nascita di Enea!), ho deciso di anticipare. Continua a leggere

Spannolinamento secondo il metodo Montessori

titulo2bdejar2bel2bpa25c32591alEnea è ormai spannolinato, e a breve vi racconterò come è andata.
Nel mentre, ai consigli di EasyMum che mi hanno aiutato a gestire al mio meglio l’addio di Enea al pannolino, voglio aggiungere alcuni spunti che ho trovato sul sito Aprendiendo con Montessori. L’articolo originale è in spagnolo, ma vi risparmio la fatica di tradurlo e lo faccio io per voi. Andate però a sbirciare nella pagina, perché ci sono alcune foto carine su come attrezzare il bagno a misura di bambino.
Per tutte le mamme che trovano valore nel metodo Montessori, pur con le difficoltà nell’applicarlo e i necessari adattamenti alla vita e alle abitudini di ognuno, può essere una lettura interessante. In linea di massima, è comunque coerente con quanto suggerito da EasyMum. Continua a leggere

Essiccatore, un inaspettato ‘must have’

Fragole_Ciliegie_essiccatoreEbbene sì, lo ammetto, ho un difetto.
Certo, uno, solo uno! 😛
Non riesco a buttare via niente, e lo spreco è una delle cose che più mi fanno soffrire, provo una pesantezza dentro, proprio.
L’ho capito tardi, però. Pensavo di essere perfetta, fino a quando non sono andata a vivere a San Michele e il mio caro vicino Gentile mi ha dato libero accesso alla sua coltivazione di fragole. Erano piantate nel giardino che poi è diventato mio, ma che fino ad allora era stato della sua famiglia. A quelle fragole si è aggiunto poi mio padre, con i frutti del suo orto da pensionato. E lì è iniziato l’incubo: quasi dieci anni a cercare di salvare e preservare frutti in maturazione prima che si rovinassero, io, che vivevo da sola e mangiavo a casa sì e no 2 volte a settimana. Fiumi di marmellate e conserve varie che rimanevano immancabilmente in dispensa, non amando io i dolci.
Spreco su spreco, doppio spreco, una sofferenza.

Poi è arrivato lui. L’essiccatore. L’ESSICCATORE SANTO. E ho trovato pace. Continua a leggere

Spannolinamento: i consigli di Easy Mum

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La prima pipì di Enea sul vasino, la scorsa estate. In adolescenza pagherò caro l’aver pubblicato questa foto 😛

Enea ha due anni, il caldo è alle porte e la questione ‘spannolinamento’ inizia ad assumere le sembianze di un mostriciattolo pauroso. Sono io, certo, ad avere paura, non voglio ammetterlo ma ho quel mix di sensazioni tra l’emozionato, il curioso, l’impaziente e..ebbene sì, il terrorizzato. Perché tanto noi mamme lo sappiamo che arriviamo baldanzose, cariche di tutte le nostre belle aspettative, e poi taaaaac, arriva la realtà, che di solito è un pelino meno azzurra e infiocchettata di quanto pensiamo.

Intanto, per non farmi trovare impreparata, mi sono concessa un aperitivo con Francesca, fondatrice di EasyMum, un centro in cui mamme e famiglie si possano sentire accolte e supportate nel loro cammino con i figli. Francesca organizza diversi laboratori per bambini, ma anche incontri con i genitori, affrontando diversi argomenti su educazione, genitorialità e sviluppo del bambino. Tra questi, a marzo c’è stato un incontro sullo spannolinamento, a cui però non potevo partecipare. D’accordo con Serena, un’amica che come me era interessata ma assente, abbiamo proposto a Francesca di vederci per un aperitivo al Marchese del Grillo, il relais di Serena, e farci dare delle ‘ripetizioni’. Da quel piacevole incontro ho avuto tanti spunti interessanti e diverse conferme, oltre a qualche indicazione diversa da quello che credevo corretto. Continua a leggere

Non si nasce una volta sola. Perchè ‘Casa Tufilla’ – Parte 2

C’era una volta, circa una decade fa, una crisi che ha incontrato il mio cammino e alla quale ho scelto di affidarmi. Una crisi che ho accettato, e con essa il cambiamento che ha portato. Un seme che, come vi ho già raccontato, è sbocciato in qualcosa a me molto caro, questo diario, il diario di Casa Tufilla.

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Rua delle Stelle (rrete li mierghie)

Quell’atto di fiducia che ho avuto verso me stessa mi ha portata in un gruppo di alpinisti e da lì in giro per le Marche e anche l’Italia, in cerca di roccia, orizzonti, ripidi sentieri e cieli verticali. E mi ha portata molto spesso in una città, Ascoli Piceno, che ho scoperto e apprezzato in poco tempo, e con essa le persone. Schiette e toste.

Al i là di una delle piazze più belle d’Italia, al di là del fascino della Rua delle Stelle, di quello spazio “rrete li mierghie” (dietro ai merli) che meriterebbe di veder sbocciare bistrot e botteghe di artisti, esplosioni di fiori sul fondo acciottolato che si sporge sul fiume, quello che tra tutti i luoghi mi ha toccato di più le corde della gioia è stata lei, una piccola porta, alta e stretta, poggiata su uno sperone di tufo, che sembra non sapere se imporsi o restare defilata, se assumere quel ruolo di varco verso una città preziosa o starsene lì a lasciare che l’attraversino, che la superino. Porta Tufilla. Continua a leggere

I bambini piccoli devono lavarsi i denti?

Questa settimana volevo raccontarvi altro, di come dopo il terremoto Enea si sia riabituato a dormire nel suo letto, delle fragole essiccate che gli piacciono tanto o della seconda puntata della storia di Casa Tufilla. E invece, dopo aver condiviso un video sulla pagina Facebook di Casa Tufilla, un’amica mi ha lanciato una sfida: “Ma è fattibile riprodurre quel disegno da proporre ai nostri bimbi?”.

“Eccccccerto! ”
E mi sono messa all’opera.

Ma andiamo per gradi, il video racconta di un gioco carino per far capire ai bambini l’importanza di lavarsi i denti. A questo punto, ho pensato di fare una sorta di tutorial, più dettagliato di quello del video, da condividere con la mia amica e a questo punto anche con gli altri che sono curiosi di farlo per i loro bambini.

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Non si nasce una volta sola. Perchè ‘Casa Tufilla’ – Parte 1

Roccamorice

Giovine e coi ricci al vento, in falesia a Roccamorice

Lo sapete perché questo blog si chiama Casa Tufilla? Stamattina pensavo che ve lo voglio raccontare, ma per farlo devo partire dall’inizio.

Gran Sasso

Gran Sasso, le prime vie alpinistiche

Un inizio che parte da una scelta, quella di mettere la parola fine ad un periodo della mia vita in cui non ero contenta di me, non ero quello che speravo per me. Un cambio radicale, che inizia con la montagna, il trekking, l’arrampicata, l’alpinismo.

Una fine dell’anno, poi, che dà il via a quei pensieri capaci di rimettere tutto in fila, le cose successe, i desideri nascosti, le scelte inconsapevoli, tutto torna chiaro. In quella sera di fine anno ho sentito il bisogno di buttare fuori i pensieri e il vissuto, e di ringraziare chi ne aveva fatto parte. Questa è la lettera che ho ritrovato stamattina nel mio hard-disk, che non spiega il perché di “Casa Tufilla”, ma senza il periodo che racconta, Casa Tufilla non ci sarebbe mai stata (o perlomeno non si sarebbe chiamata così). Continua a leggere

Di cose usate e pochi vezzi

Usato

Tutto “usato” tranne le scarpe

Che le mie scarpe da tennis costantemente ai piedi e il trucco solo quando capita non promettessero nulla di buono, credo fosse ormai chiaro anche a mia madre, affezionata al tacco 10 pure sui sampietrini e trucco, unghie e parrucco sempre a puntino.
Io no: se un giorno decido di mettermi lo smalto, ho le unghie di pasta sfoglia per mesi, ho i capelli corti perché tanto da lunghi li portavo sempre legati, e i miei piedini sono stati programmati per rifiutare un banalissimo tacco 4 dopo 30 minuti. Ci si poteva aspettare da me che diventassi una mamma fashion e vezzosa? Direi di no.

E infatti, il mio dolce angioletto biondo se ne va per il suo piccolo mondo con capelli boccolosi pettinati dal vento (sì, pettinati, non spettinati), tute comode, jeans, t-shirt e sticaxxi se si sporca.
Ma soprattutto, e adesso viene il bello, quasi tutto è di seconda mano. Sacrileggggggio! Continua a leggere