La nostra pasta al pomodoro fresco

Un piatto che mi fa bene all’anima, sin da quando coi piedi a penzoloni dal seggiolone (ormai diverse decine di anni fa), spalancavo la bocca davanti a quello è da allora uno dei miei piatti preferiti. Fresco, freschissimo, e profumato. Ne adoro ogni variante, con gli spaghetti, il riso o nella minestra. Uniche prerogative: devono piacervi i pomodori, e dovete averli buoni (meglio se di casa e di stagione) e maturi maturi. Il risultato sarà una crema densa, rosso intenso e inebriante, che doneranno freschezza ai pasti estivi, facendovi apprezzare anche la minestra, capace di restare comfort food in piena estate.

Ingredienti per 3/4 persone (ma io faccio molto a occhio, quindi regolatevi)
  • pasta, meglio se spaghetti, riso o pastina per minestra
  • 1 o 2 pomodori belli maturi (io ne uso qualsiasi tipo, ammetto, in base alla disponibilità dell’orto. Di certo più sono piccoli più c’è il ‘problema’ buccia. D’inverno invece vado di pomodorini congelati)
  • qualche foglia di basilico
  • sale
  • olio evo
Procedimento

Metto a cuocere la pasta o il riso in acqua salata, o preparo una minestra con solo acqua e sale (niente dado o verdure).
Nel frattempo prendo i pomodori, se riesco tolgo la buccia, passando prima la lama liscia di un coltello su tutta la superficie (senza tagliare, solo a ‘sfregare’) e poi incido il culetto e tiro via la buccia. Poi li pulisco dal torsolo e li spezzo grossolanamente. I pomodorini invece li taglio in 4 e via. Sciacquo il basilico e metto tutto nel frullatore, finché non diventa una crema. Per i pomodorini è fondamentale, altrimenti restano le bucce, ma se i pomodori riuscite a spellarsi potete anche frullarli lasciandoli più grossolani.
De gustibus. Io preferisco una salsa fina.
Condite con sale e olio, e se vi piace anche un pizzichino di pepe, purché non vada a sporcare l’aroma del pomodoro.

Una volta che la pasta o il riso sono cotti, li scolate, li mettete in un piatto da portata e li condite con la salsa di pomodoro cruda. Manciata di parmigiano e via alla goduria.
Se preferite la minestra, una volta cotta spegnete il fuoco e aggiungete il pomodoro, una bella mescolata e se riuscite ad aspettare che si raffreddi un pochino, capirete quanto possa dare soddisfazione anche una minestra d’estate.

La minestra la faccio anche d’inverno. Prendo i pomodorini che ho congelato interi l’estate prima, li lascio nell’acqua per pochi minuti in modo che poi riesco a tirare via la buccia con estrema facilità, frullo (senza basilico, vista la stagione) e butto nella minestra per un paio di minuti prima di spegnere. Meno profumata, ma buona ugualmente.

Come dicevo, questo è stato uno dei piatti top del mio svezzamento (mamma dice che invece degli spaghetti usava i capellini d’angelo) e anche con Enea l’ho fatta spesso, dato che non abbiamo seguito tabelle di introduzione degli alimenti e sin da subito ha schifato pappe e farine preferendo cose più consistenti. E questo gli è rimasto, visto che ancora mangia con meno gusto cose morbide come purè e ricotta, mentre con questo piatto, che sia con riso, pasta o minestra,  se non ci sbrighiamo a mangiare la nostra parte ci lascia senza. (come è successo qualche settimana fa al povero papà, che tornando tardi a pranzo ha visto la sua porzione di riso al pomodoro fresco ridotta ad una cucchiaiata. Enea in compenso era soddisfattissimo 🙂)

Per la foto abbiate pazienza, mi ricordo sempre dopo che ho finito di mangiare 😀

 

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dimmi...

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