Addio pannolino, è stato bello.

Ce l’abbiamo fatta, Enea è pannolino free.
Abbiamo iniziato il 9 giugno, prima del previsto. Sono stata costretta ad anticipare, affrontando poi quelle difficoltà che immaginavo e che mi avevano fatto decidere per il 23.

Addio vasino1.jpg
Quando ho messo in fila i consigli di EasyMum sullo spannolinamento, si parla di toglierlo una volta per tutte, per non confondere il bambino. Ecco, ho dovuto anticipare proprio perché tra chi si prende cura di Enea, qualcuno ha deciso che non glielo avrebbe più messo quando erano insieme. Ho provato a manifestare il mio disappunto, inutilmente. E allora ho tirato in ballo quella cosa meravigliosa che si chiama resilienza, e invece di imbarcarmi in una guerra di potere (ah, come sono cambiata con la nascita di Enea!), ho deciso di anticipare.

Ecco allora come è stata la nostra esperienza, iniziamo con cosa è andato male, ci solleviamo con cosa è andato bene, e finiamo con qualche spunto su come gestire il tutto abbastanza comodamente.

Cosa è andato male

Il momento non era propizio (come ben sapevo)
Ci siamo svegliati venerdì 9 giugno con febbre a 38, esattamente 8 giorni dopo il vaccino MMR. Motivo per cui volevo aspettare, superando il periodo critico. Fortunatamente la febbre, nonostante fosse rimasta sempre alta, non gli ha dato particolari fastidi, tanto che questi primi giorni hanno visto Enea abituarsi ora dopo ora. Ma il lunedì è arrivato l’esantema del morbillo, e credo che il fastidio unito allo spavento della sera prima (vedete sotto, al capitolo caccaboom) abbiano fatto un mix deleterio. Per due giorni all’asilo si è rifiutato di andare in bagno, trattenendo tutto fino all’uscita dopo pranzo. A casa ha ricominciato a farla addosso e a bagnare il letto. Last but not least, il resto del tempo lo passava a piangere e arrabbiarsi, per le cose che non voleva e anche per quelle che voleva. Da martedì a venerdì ho lavorato solo mezza giornata per stargli vicino e seguirlo, e quei pomeriggio erano da andare via di testa, una nenia continua. Fortunatamente alternavo i pochi momenti di sclero (dovuti alla frustrazione di non saperlo aiutare, ma ahimè necessari per tornare in me) ad altri più consistenti di consapevolezza (mi ci allenavo, immaginandomi come gestire bene la situazione). Il venerdì, a una settimana dall’inizio dello spannolinamento e a esantema sparito, è stata la svolta.

Caccaboom
Dopo i passi da gigante dei primi 3 giorni, la domenica sera, mentre era sul vasino, ha fatto quella che credeva un’innocua peretta. Era invece una simpaticissimascaricadidiarrea. Ho visto il terrore sul suo volto. Si è alzato e fino al giovedì non ha più voluto saperne di sedersi. Sapevo che la cacca è più ostica, pertanto siamo stati accoglienti, abbiamo aspettato che finisse di farla nelle mutandine, per poi cambiarlo, cercando di non mostrarci innervositi o delusi, ma spiegandogli che, se voleva, poteva farla nel vasino, così non si sporcava e poteva tornare subito a giocare. Il giovedì abbiamo affrontato un simpaticissimo cambio totale su una panchina dei giardini, con tanto di vestiti lavati alla fontana e un secondo cambio totale nel bagno del pub in cui eravamo a cena. Dopo 4 giorni di silenzio aveva magicamente detto “mamma mi scappa la cacca”, peccato che al bagno non ci siamo arrivati, o meglio, giusto in tempo per ritrovarci in un maredimerda, letteralmente, e a lavarci nel lavandino. Fortuna che sono riuscita a ripulire tutto perfettamente. Tranne i miei pantaloni, ovvio. E comunque in quel bagno ho vissuto cose che voi umani…

Il riduttore
Riduttore.jpg
Una volta andati a regime ho provato ad avvicinarlo al riduttore. Ho preso un modello semplice semplice, quello dell’ikea, e quando gliel’ho proposto si è mostrato entusiasta. Sgabellino sotto i piedi, si è seduto e ha fatto la pipì, ma poi non ha più voluto usarlo. Lo teniamo lì in bella vista e ogni tanto glielo proponiamo, ma per il momento sceglie sempre il vasino.

Cosa è andato bene.

L’abitudine al vasino
Già un anno fa, alla soglia dell’estate, abbiamo iniziato ad abituare Enea al vasino. Ne ho comprati due su Amazon senza troppi fronzoli, semplici semplici della Chicco. Uno a casa della nonna e uno a casa nostra. Ad ogni cambio di pannolino gli abbiamo proposto il vasino, lasciandolo però libero di scegliere se sì o no, pertanto, dopo un anno, il vasino era già suo amico e parte della strada l’abbiamo trovata spianata.
Credevo fosse stata un’idea solo mia, invece qualche settimana fa mi sono imbattuta in un articolo che racconta più o meno la stessa cosa, in una sorta di autosvezzamento da pannolino.

Tutto e subito
Seguendo il principio secondo cui se un bambino ha acquisito il controllo degli sfinteri, saprà gestirsi sia di giorno che di notte, abbiamo tolto il pannolino durante il sonno sin da subito. E tranne le prime due notti e quei giorni in cui non stava bene non ci sono stati incidenti. Qualche piccola defaillance ogni tanto capita, ma lo vedo più un incidente che una regressione, visto il trend positivo. Quello che ho notato è che non ha mai fatto la pipì a letto in modo totalmente inconsapevole. Più spesso si è svegliato nel mentre e ha finito di farla in bagno, o si è svegliato per andare al bagno, ma per strada ne ha persa un po’.

Ogni giorno meglio
Dal primo giorno, venerdì, in cui le pipì erano frequenti e quasi tutte addosso, già la domenica erano più diradate e spesso annunciate, a volte lo abbiamo accompagnato noi avvicinandosi l’ora x ma comunque, niente più bisogni addosso. Passati i quattro giorni di regressione, dovuta al fatto che non stava bene, ha ricominciato ad avvisare e prima la pipì poi la cacca sono tornati a regime. A una settimana dall’inizio eravamo tornati a regime, e tempo 3 giorni era fatta. Una decina di giorni, il tempo che Easy Mum suggeriva di aspettare prima di gettare la spugna.

Non era presto
Più di una persona mi ha detto che a 2 anni era presto, che non dovevo avere fretta e che quando sarebbe stato il momento Enea lo avrebbe tolto da solo. Ma io sentivo che era ora, e col senno di poi posso dire che ho fatto bene.
Enea già manifestava dei segnali importanti, il pannolino la mattina era spesso asciutto, e lo stesso dopo il pisolino, ci informava di aver fatto i suoi bisogni e molte volte ci chiedeva infastidito di essere cambiato. Onestamente ero restìa ad aspettare che se lo togliesse da solo. Sono per lasciare al bambino la libertà di apprendere nei suoi tempi, ma credo anche nel nostro ruolo di guida, pronti ad indicargli la via quando, ascoltandolo, capiamo che è pronto per scoprire nuove strade.
E credo che molto sia questione culturale: una mia collega di origine balcanica e vissuta molti anni in Germania mi ha detto che il pannolino si toglie a 1 anno. Io ammetto di averci provato senza successo (non rispettando però la regola del non arrendersi subito), ma lei ha 3 figli e con loro ha funzionato. Per cui vedete voi.

Qualche spunto

Quante mutandine servono?
Considerando che Enea la mattina va all’asilo e il pomeriggio sta dai nonni, ho avuto bisogno di almeno una quindicina di slip, in modo da lasciarne a sufficienza a ognuno e avere il tempo sufficiente per lavare e asciugare.
Per iniziare ho comprato i pacchetti multipli da Oviesse e da Kiabi, con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Avessi avuto tempo, come mi ero programmata, le avrei prese online sul sito C&A, consigliatomi a un’amica per avere un buon cotone. Infatti ne avevo viste di interessanti con cotone biologico.

Cosa ci portiamo fuori casa?
Le salviette e un cambio completo ce l’abbiamo sempre dietro, nello zainetto di Enea (e di cui voglio parlarvi presto perché è delizioso). Se poi avete delle ciabattine/sandaletti di gomma, che si lavano e asciugano facilmente, tanto meglio, ma io ne ho fatto a meno.
In macchina potete appoggiare semplicemente un pannolino aperto nel seggiolino, come ha fatto mia madre, oppure usare un telino impermeabile. Io ne ho uno di cotone, circa 40x60cm, che avevo preso su Ecoandeco, ed è comodissimo perché lo tengo facilmente in borsa e lo posso usare in macchina o quando fa il pisolino fuori casa. Visto che quel telino non è più in vendita, sempre su Ecoandeco potete trovarne uno di Popolini-iobio, in alternativa. (mi dice Gloria, proprietaria di ecoandeco, che il telino di Popolini è in ordine e sarà disponibile a fine luglio 2017)

Dove e come la facciamo fuori casa?
Nel momento del bisogno, nel vero senso della parola, se siamo nella natura ci accucciamo dietro ad un albero (a Enea piace molto, ma se avete dei maschietti attenti alle iperboli che partono da quei pisellini apparentemente innocui!!). A volte proviamo a farla in piedi, ma è ancora abbastanza rischioso. Naturalmente parliamo di pipì.
Nei bagni pubblici o ci mettiamo in piedi sulla tazza, rivolti al muro, (a condizione che poi si puliscano le pedate, eh!) ma anche lì…attenti alle iperboli, oppure usiamo i copriwater usa e getta, di plastica, che io ho trovato a pochi euro nel reparto parafarmacia di un ipermercato. Penso si trovino anche in farmacia, mentre su internet, Amazon in primis, non ho trovato nulla di conveniente. Giusto su Aliexpress ce n’è un tipo che si infila sulla tavoletta, così non scivola via, ma ha 1-2 mesi di spedizione.
In alcuni forum ho trovato ottime recensioni del sedile/vasino portatile Potette, che può essere usato sia come vasino, mettendo un sacchetto apposito, che come sedile da appoggiare sul water. Ero lì lì per comprarlo, poi abbiamo deciso di vedere come ce la caviamo senza (e iperboli a parte, pare bene. Con la cacca invece…insomma insomma. Deve stare rilassato e il bagno pubblico non è il massimo).
Qualche giorno fa, poi, un’amica mi ha parlato del vasino monouso Tron, che si trova in diversi negozi per bambini (tipo IoBimbo) e farmacie. L’idea è molto carina, un vasino pieghevole di cartone, con sacchetto ecologico per raccogliere i bisogni. La cosa che mi lascia dubbiosa è che sia monouso. Se effettivamente non c’è possibilità di usarlo più volte, mi pare un po’ un peccato. Se lo conoscete mi fate sapere che ne pensate?
(Aggiornamento: mentre con la pipì non ci sono molti problemi, la cacca fuori casa è un problema, per noi. Enea ha bisogno di stare rilassato per cui o il papà lo tiene sospeso, oppure mi hanno consigliato salviette disinfettanti e sopra il copriwater, in modo che se anche si appoggia con le mani o con le gambe sul bordo, è abbastanza pulito. Ammetto che andando in vacanza abbiamo usato il vasino che avevamo portato (carini, sulla piazzola in autostrada…), ma non è che uno ce l’ha sempre dietro. Una soluzione anche abbastanza ‘eco’ è quella di usare buste di plastica a cui facciamo un buco nel centro e poi infilate nel cerchio del wc, in modo che non scivoli via e sia impermeabile.)

Di notte come si fa?
Oltre al consiglio di Easy Mum di mettere lenzuolo-traversina, lenzuolo-traversina, che in piena notte è una manna dal cielo, lascio sempre pronto sul comodino un cambio completo (pigiama e mutandine), in modo che in caso di incidenti siamo subito operativi e non spezziamo troppo il sonno (a noi e a loro).
Per proteggere il materasso ho comprato un pacco di traverse impermeabili, notando che quelle nel reparto bambini, oltre ad essere più piccole, sono anche più costose, pertanto ho comprato delle banalissime traverse generiche al reparto parafarmacia, qualcosa tipo 6 euro contro 9, o giù di lì. Di base, nel letto avevo già il telo impermeabile dell’Ikea, sottile e bello largo, e se avessi avuto il tempo di comprarne un altro paio avrei usato solo questi, limitando i rifiuti e aumentando la superficie protetta (‘ché i telini sono comunque piccoli, se il vostro bambino naviga nel letto come il mio). In ogni caso di traversine me ne sono servite poche, per cui mezzo pacco è ancora lì, lo terrò per la mia vecchiaia. 😉

Bene, per ora mi pare tutto, se già ci siete passate e avete altri spunti o esperienze che volete condividere, non può che essere una ricchezza!
Per il resto, vi ricordo le regole fondamentali:

PAZIENZA
ASPETTATIVE BASSE
PRENDETELA CON FILOSOFIA
RESISTETE ALMENO UNA SETTIMANA PRIMA DI ARRENDERVI

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dimmi...

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