Spannolinamento secondo il metodo Montessori

titulo2bdejar2bel2bpa25c32591alEnea è ormai spannolinato, e a breve vi racconterò come è andata.
Nel mentre, ai consigli di EasyMum che mi hanno aiutato a gestire al mio meglio l’addio di Enea al pannolino, voglio aggiungere alcuni spunti che ho trovato sul sito Aprendiendo con Montessori. L’articolo originale è in spagnolo, ma vi risparmio la fatica di tradurlo e lo faccio io per voi. Andate però a sbirciare nella pagina, perché ci sono alcune foto carine su come attrezzare il bagno a misura di bambino.
Per tutte le mamme che trovano valore nel metodo Montessori, pur con le difficoltà nell’applicarlo e i necessari adattamenti alla vita e alle abitudini di ognuno, può essere una lettura interessante. In linea di massima, è comunque coerente con quanto suggerito da EasyMum.

L’articolo inizia affermando che non c’è un’età giusta per spannolinare, ogni bambino è a sè e nessuno può o deve essere costretto ad abbandonare il pannolino prima che sia pronto a farlo.

Coerentemente col pensiero della Montessori, ci sono degli atteggiamenti che noi genitori dovremmo provare ad evitare, supportati da frasi che NON AIUTANO il bambino ad affrontare serenamente questo grande cambiamento.

NON PREMIARE “Se fai la pipì ti do qualcosa (un premio)”

NON DARE ETICHETTE
“Sei un porcellino, hai sporcato il bagno”

NON ANTICIPARE
“Sei grande, devi fare pipì nel water, i pannolini li portano i bambini”

NON FARE CONFRONTI
“Vedi Pippo che fa la pipì nel water? Dovresti fare come lui”

NON PUNIRE
“Se continui a farti la pipì addosso ce ne andiamo via dai giardini”

NON COMMENTARE DAVANTI AL BAMBINO
“Mio figlio porta ancora il pannolino, non c’è verso di toglierlo, lo cambio più di 5 volte al giorno, sono stanc*!

Con queste frasi, e obbligando il bambino, otterremo l’effetto contrario. Non toglierà il pannolino con naturalezza, forte di una nuova conquista. Lo farà perché condizionato dalle aspettative altrui, rendendo molto più probabili delle regressioni o degli incidenti di percorso. Perché? Semplicemente non era pronto.

E’ importante avere chiaro che:
  1. Lasciare il pannolino non è questione di età.
  2. Lasciare il pannolino non è una gara “Il mio non porta più il pannolino, il tuo ancora sì?”, “Il mio l’ha fatto a 18 mesi, il tuo non ha già due anni e mezzo?”. Prima di fare commenti di questo tipo, pensiamoci due volte.
  3. L’estate non è il momento migliore per togliere il pannolino, non si parla di stagioni, si parla di emozioni.
  4. Togliere il pannolino più tardi di quanto si ritenga normale (questo concetto di normalità, poi, è abbastanza discutibile) non è un problema per il bambino. Perché dovrebbe esserlo per gli adulti?
  5. Imporre la nostra volontà a discapito di quella del bambino può portarlo ad un ‘rifiuto‘ e a vivere la situazione come un problema.
  6. Evitare premi e punizioni per convincere a togliere il pannolino
  7. Di fronte a dei cambiamenti importanti (arrivo di un fratellino, inizio della scuola, evento inaspettato, cambio di abitudini) è normale che il bambino abbia una regressione, tornando a farsi la pipì addosso. Togliere il pannolino non è qualcosa di detto-fatto, è un processo di apprendimento, e tutte le conquiste avvengono tramite la ripetizione, la pratica e l’errore. La cosa più importante è rispettare e seguire il bambino.
Cosa possiamo fare, rispettando il bambino secondo lo stile Montessori?
  1. Possiamo preparare l’ambiente con tutto il necessario affinché si senta a suo agio: vasino, sedia, specchio, carta igienica, slip, mutandine di apprendimento (io non le ho usate con Enea, non riesco a darvi consigli sull’utilità, se ne avete esperienza condividetela nei commenti), libri, lavandino (raggiungibile con un piedistallo o usando direttamente il bidet)
  2. Possiamo usare pannolini che assorbono poco, come quelli di stoffa, in modo che il bambino senta l’umidità e voglia cambiarsi perché sta scomodo.
  3. Vestiamolo con abiti facili da mettere e togliere (pantaloni con elastico, evitando per quanto possibile jeans, pantaloni con bottone e body difficili da togliere per il bambino)
  4. Possiamo coinvolgerlo quando andiamo in bagno, così che possa osservarci (ma immagino non serva dirlo, sfido io a trovare un bambino che lasci la mamma libera di andare in bagno da sola)
  5. Lo possiamo accompagnare, accettare e rispettare se non è il momento giusto o richiede tempo. Imparare a controllare gli sfinteri è un processo naturale.
  6. Il controllo degli sfinteri è legato al processo di maturazione del cervello del bambino, che non significa che più è maturo più è pronto. Qui si parla delle connessioni che si instaurano tra il cervello, il sistema nervoso, e i muscoli che controllano gli sfinteri. Finché questo non avviene il bambino non ha coscienza del proprio corpo, pertanto non ha il controllo volontario degli sfinteri.
  7. Una volta che il bambino è pronto, possiamo creare una routine dell’andare al bagno.
FRASI CHE AIUTANO

SPIEGA “Questo è un vasino, qui ci si fanno la pipì e la cacca”, “Qui ci sono le tue mutandine”
COINVOLGI “Vado al bagno, ti va di accompagnarmi?”
PARLA mentre lo aiuti a togliere il pannolino, nomina le parti del corpo, spiegagli le cose state facendo. Invitalo a fare da solo.
ACCOMPAGNA “Vedo che sei a disagio, ti senti bagnato? Possiamo andare a cambiarci”
INCORAGGIA “Che ne dici di leggere il libro X sul vasino?”
INSEGNA CON IL GIOCO Crea giochi inerenti all’andare al bagno, alle sequenze di cose da fare, etc.

È importante non obbligarlo a sedersi sul vasino, quello sarà sempre lì pronto e quando il bambino si sentirà capace di usarlo, lo farà. Quello che possiamo fare è invitarlo a sedersi, ma senza obbligarlo.

Se abbiamo poi la possibilità di mettere uno specchio in bagno ad altezza bambino, potrà aiutarlo ad avere consapevolezza di cosa sta succedendo mentre lo cambiamo, aiutandolo anche a conoscere il proprio corpo.

Fonte: Aprendiendo con Montessori

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dimmi...

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