Coppetta mestruale? Ecco perché non usarla.

coppetta mestruale vagina

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Si è tanto parlato nei giorni scorsi della coppetta mestruale, dopo che Francesco D’Uva, capogruppo M5s alla Camera dei Deputati, l’ha consigliata a tutte le donne, in sostituzione dei carissimi (in tutti i sensi) assorbenti usa e getta.

Ora, faccio subito outing ammettendo che sì, io uso la coppetta mestruale da 3 anni e non tornerei mai più indietro. L’unico cruccio è non averla scoperta prima.

Credo però che su una questione, tanto universale quanto estremamente intima ed esclusivamente femminile, come le mestruazioni, certe affermazioni vadano fatte con delicatezza e senza cadere nella semplificazione.

Ho voluto quindi spezzare una lancia in favore di tutte quelle donne che hanno reagito a queste affermazioni con un “Coppetta che?” o “Coppetta mai!”.
Ecco nero su bianco, per la prima volta al mondo, i motivi per cui una donna non dovrebbe usare la coppetta mestruale.
Il quinto, ti confesso, è quello che preferisco.

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5 regole per sopravvivere alle chat di gruppo (e ai social media in genere)

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Chi ha paura delle chat di gruppo?
Chi ne è miracolosamente  fuori?

Io ne ho almeno 10, tra Whatsapp e Messenger: amiche (3), familiari (4), scuola (2), associazioni (2), gruppi di acquisto (2).
Devo dire che funzionano tutte abbastanza bene, c’è qualche scivolone ogni tanto, ma con pazienza, tolleranza e buone pratiche la convivenza è positiva.

MA…c’è un MA.
Poche settimane fa, devo ammetterlo, ho sentito questa convinzione vacillare.

In una delle chat di scuola dei miei figli, durante uno scambio di battute in merito ad una foto, era stata sollevata una riflessione sul “maschi vs femmine” che aveva trovato concordi diversi genitori. Il rappresentante ha allora proposto il quesito alle maestre e quando è tornato con la risposta, memore del clima disteso da cui proveniva, ho fatto una battuta.

Non l’avessi mai fatto.
Mi sono sentita improvvisamente Il gladiatore:

Al mio segnale scatenate l’inferno

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I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #5 religione

Religione

Enea non è battezzato, sua sorella Eva nemmeno.

Noi genitori abbiamo alle spalle famiglie tradizionali, in cui matrimoni, battesimi e altri sacramenti sono abitudini consolidate.
Ma per la nostra famiglia abbiamo scelto un percorso diverso e, almeno per ora, non siamo sposati. (nemmeno civilmente, ma abbiamo un rapporto civile, ve lo giuro!).

La scelta di vivere da atei è stata facile?

Siamo in Italia, il Paese con dentro lo Stato Vaticano, in cui la parola ateo porta con sé pregiudizi e critiche, quasi come se chi lo è, fosse dalla parte del Diavolo (ma state pure tranquilli, il diavolo per un ateo non esiste!).
Tenere fede alla nostra scelta è stato naturale, ma non facile. Ha visto discorsi su discorsi di spiegazioni e affermazioni di volontà, con amici e familiari, soprattutto i più ‘grandi’ di età.
Alla fine siamo rimasti fermi sulle nostre posizioni, abbiamo parlato e spiegato con tranquillità le nostre motivazione e accolto l’impossibilità di incontro e comprensione da parte di alcuni.
Rispettando la differenza.
Perché alla base di tutto, per noi c’è proprio il rispetto dell’altro.

Se anche tu stai cercando di far digerire questo ‘cambiamento’ alle persone che ti sono vicine, magari la nostra esperienza può darti qualche spunto sulle argomentazioni da sostenere. Continua a leggere

Il comfort mood della mamma

Fascia

Nel paese della solitudine, una mamma una mattina si sveglia, in un istante troppo vicino al momento in cui ha preso sonno e troppo lontano da quello in cui sarebbe pronta, riposata.
Rimane seduta sul letto immobile, mentre ciò che più ama è aggrappato al suo seno, nutrendosi del suo latte, del suo amore, del suo tempo.

Dopo mezz’ora, forse un’ora, dal peso sembrano dieci, finalmente solleva quel cucciolo addormentato e lo stringe a sé, respirando a pieni polmoni il suo profumo intenso di vita. Lo lascia piano all’abbraccio della culla e approfitta di quel tempo calmo per uscire dalle vesti della notte e affidarsi al giorno. Continua a leggere

Cosa sarei oggi, senza di te?

Compleanno scivolo

Con lo stomaco in gola, letteralmente

Come ci si diventa, mamme? Come si diventa, da mamme?
Sono nata mamma quattro anni fa, quando sei nato anche tu.
Ero convinta di diventare una mamma, e invece sono diventata un mondo intero.

Ho percorso tante strade prima di te, e le accolgo tutte perché fino a te mi hanno portato.
E con te oggi inciampo su strade nuove, ma per te sto imparando a percorrerle.

I tuoi primi pianti sono stati il cancello aperto sulle mie domande, i tuoi primi sorrisi la via per le risposte.
Le tue piccole mani mi hanno cercato con fiducia, la stessa che io trovo nelle tue inconsapevoli lezioni di vita.

Non si diventa mamme e basta. Non si è mai figli e basta.

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Tu lo sai cos’è una Doula? Io sì, e voglio diventarlo.

Doula

Cos’è una doula? Questa opera, che si trova all’ospedale di Branca (Gubbio) all’ingresso del ‘blocco parto’, secondo me la rappresenta perfettamente.

Che non si nasce una volta sola è un concetto di cui sono profondamente convinta.
L’ho già scritto in questo
articolo e continuo a farne un mantra nella vita di tutti i giorni. E proprio in questo periodo sono di fronte ad una nuova rinascita, l’ennesima.

La nascita di un figlio è un momento di grande crescita, ma anche di profonda crisi.
Crisi che in greco, krino, significa “separare, discernere, valutare”; ecco allora che la crisi può trasformarsi in un’occasione di riflessione capace di portare un miglioramento, una rinascita.  E per quanto difficile, voglio provare a trasformare le mie crisi in qualcosa di importante, per me e per gli altri.

Dopo la nascita di Enea ho passato un periodo molto difficile, che mi ha portato, dopo qualche mese, a trasformare questo blog da quadernino di ricette in personale racconto di viaggio nella genitorialità, ritrovando nella scrittura un potere catartico che avevo dimenticato. Per mesi ho raccontato il buono e cattivo tempo dell’esperienza dell’essere madre, cercando di metabolizzare e crescere, e con la nascita della mia seconda figlia, Eva, ho finalmente colto appieno la bellezza dell’avere tra le braccia un figlio appena nato, senza le ansie e le paure provate col primo figlio. Continua a leggere

La rabbia delle mamme 

rabbia delle mamme

La quiete dopo la tempesta

Ci sono notti in cui ti siedi accanto al suo letto e lo guardi, addormentato e quieto, chiedendoti da dove esca quel bambino che sfida, sordo a qualsiasi richiamo, sfuggente e fiero.
Poi ascolti il tuo respiro e ti guardi, innamorata e quieta, chiedendoti da dove esca quella mamma che urla, incapace di contenere la rabbia, furiosa e cieca.
E capisci.
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Idee regalo per Natale, 4-10 anni

Dopo la mia selezione di regali per bambini da 0 a 3 anni, eccomi come promesso con la serie di spunti natalizi per bambini da 4 a 10 anni. Sono regali che io stessa ho preso per i miei figli o regalato, e ne sono rimasta contenta.

Grazie alla velocità di spedizione di Amazon, specialmente se avete l’abbonamento a Prime, anche se siete in ritardo (perché sì, è tardi :)), potete recuperare senza troppa fatica.

Puzzle

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Idee regalo per Natale – 0-3 anni

RegaliNatale0-3

La mia lista di regali per questo Natale (shhh!)

Io ti vedo…proprio lì, che fai finta di niente, ma il panico nei tuoi occhi parla da solo, è quasi metà dicembre e sei ancora in alto mare con i regali.

Ti capisco, sono come te, sono ancora in alto mare, ma so che ce la possiamo fare.

Ho due grandi alleati: Amazon Prime, che consegna in 1-2 giorni lavorativi, e le idee abbastanza chiare.

Per il primo punto, Amazon Prime, basta fare un abbonamento e bon, non è più economico come all’inizio, ma se si tiene un solo account Prime per tutta la famiglia e si sfruttano anche i servizi collaterali come Prime Video (ci sono i cartoni del Gruffalò e La Strega Rossella…deliziosi!), la spesa è sostenibile. Considerando anche che si risparmia sulle spese di spedizione.

Per la lista invece, vi aiuto io, condividendo ciò che ho regalato in passato o regalerò questo Natale, con i link per ordinarli al volo.

Per non fare confusione, iniziamo con i regali per bambini da 0 a 3 anni, suddivisi per categoria e con prezzo crescente (i prezzi potrebbero variare, li decide Amazon).

Pronti? Continua a leggere

A volte ritornano, più ricche e più felici

welcome

Fatto a mano e con il cuore, di notte.

E fu così che dopo 10 mesi di maternità, un lunedì la sveglia ha suonato alle 6.30, e passati i primi minuti accademici di “Chi sono, dove sono, uccidetemi qui, ronf ronf, oddio è tardi!” si sono aperte le danze, uguali ogni mattina da lì in avanti.
Docce, io preparo un figlio poi aria alle camere, letti, pulita veloce al bagno, bucato o veloce riordino mentre papà prepara l’altro figlio, scende a organizzare colazione, merende e pranzo, poi si esce, io la piccola al nido, lui il grande all’asilo, 23 minuti netti di strada fino al lavoro, 8.30-12.30, pausa pranzo ad alta intensità di attività, 14-16, corri dai nonni a riprendere la piccola sclerata dopo 9 ore senza di me e il grande sclerato senza più pisolino pomeridiano, carica figli zainetti avvisi varieedeventuali in macchina, intrattieni la piccola che piange per mammamimanchi e il grande che piange per lasciamidormiretiprego, arriva a casa, scarica figli zainetti avvisi varieedeventuali, coccola la piccola, gioca col grande, sistema qualcosa, arriva papà, prepara la cena, mangia (ahahahah), uno prepara il grande, uno la piccola, papà addormenta il grande, io la piccola, papà crolla e io, se non lo seguo a ruota, sistemo il bucato, riordino o mi dedico a qualche hobby. Finalmente vado a letto, spengo la luce e si sveglia Eva. Buonanotte.

Volendo essere più sintetica, sono rientrata al lavoro e riprende la routine.
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