La rabbia delle mamme 

rabbia delle mamme

La quiete dopo la tempesta

Ci sono notti in cui ti siedi accanto al suo letto e lo guardi, addormentato e quieto, chiedendoti da dove esca quel bambino che sfida, sordo a qualsiasi richiamo, sfuggente e fiero.
Poi ascolti il tuo respiro e ti guardi, innamorata e quieta, chiedendoti da dove esca quella mamma che urla, incapace di contenere la rabbia, furiosa e cieca.
E capisci.
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Idee regalo per Natale, 4-10 anni

Dopo la mia selezione di regali per bambini da 0 a 3 anni, eccomi come promesso con la serie di spunti natalizi per bambini da 4 a 10 anni. Sono regali che io stessa ho preso per i miei figli o regalato, e ne sono rimasta contenta.

Grazie alla velocità di spedizione di Amazon, specialmente se avete l’abbonamento a Prime, anche se siete in ritardo (perché sì, è tardi :)), potete recuperare senza troppa fatica.

Puzzle

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Idee regalo per Natale – 0-3 anni

RegaliNatale0-3

La mia lista di regali per questo Natale (shhh!)

Io ti vedo…proprio lì, che fai finta di niente, ma il panico nei tuoi occhi parla da solo, è quasi metà dicembre e sei ancora in alto mare con i regali.

Ti capisco, sono come te, sono ancora in alto mare, ma so che ce la possiamo fare.

Ho due grandi alleati: Amazon Prime, che consegna in 1-2 giorni lavorativi, e le idee abbastanza chiare.

Per il primo punto, Amazon Prime, basta fare un abbonamento e bon, non è più economico come all’inizio, ma se si tiene un solo account Prime per tutta la famiglia e si sfruttano anche i servizi collaterali come Prime Video (ci sono i cartoni del Gruffalò e La Strega Rossella…deliziosi!), la spesa è sostenibile. Considerando anche che si risparmia sulle spese di spedizione.

Per la lista invece, vi aiuto io, condividendo ciò che ho regalato in passato o regalerò questo Natale, con i link per ordinarli al volo.

Per non fare confusione, iniziamo con i regali per bambini da 0 a 3 anni, suddivisi per categoria e con prezzo crescente (i prezzi potrebbero variare, li decide Amazon).

Pronti? Continua a leggere

A volte ritornano, più ricche e più felici

welcome

Fatto a mano e con il cuore, di notte.

E fu così che dopo 10 mesi di maternità, un lunedì la sveglia ha suonato alle 6.30, e passati i primi minuti accademici di “Chi sono, dove sono, uccidetemi qui, ronf ronf, oddio è tardi!” si sono aperte le danze, uguali ogni mattina da lì in avanti.
Docce, io preparo un figlio poi aria alle camere, letti, pulita veloce al bagno, bucato o veloce riordino mentre papà prepara l’altro figlio, scende a organizzare colazione, merende e pranzo, poi si esce, io la piccola al nido, lui il grande all’asilo, 23 minuti netti di strada fino al lavoro, 8.30-12.30, pausa pranzo ad alta intensità di attività, 14-16, corri dai nonni a riprendere la piccola sclerata dopo 9 ore senza di me e il grande sclerato senza più pisolino pomeridiano, carica figli zainetti avvisi varieedeventuali in macchina, intrattieni la piccola che piange per mammamimanchi e il grande che piange per lasciamidormiretiprego, arriva a casa, scarica figli zainetti avvisi varieedeventuali, coccola la piccola, gioca col grande, sistema qualcosa, arriva papà, prepara la cena, mangia (ahahahah), uno prepara il grande, uno la piccola, papà addormenta il grande, io la piccola, papà crolla e io, se non lo seguo a ruota, sistemo il bucato, riordino o mi dedico a qualche hobby. Finalmente vado a letto, spengo la luce e si sveglia Eva. Buonanotte.

Volendo essere più sintetica, sono rientrata al lavoro e riprende la routine.
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Dormiteci, coi vostri figli

co-sleeping

E lasciati respirare, piccola Eva, mentre dormiamo cuore a cuore

Dormiteci coi vostri figli, se lo volete.
E tutti quelli che vi dicono che poi non li tirate più fuori dal vostro letto, rimandateli al mittente. Sono gli stessi che vi hanno detto che se li prendete in braccio appena iniziano a piangere poi si viziano, gli stessi che quando non volevano dormire nel lettino vi hanno detto che la colpa era vostra perché non ce li abituavate.

Da neo-mamma ci ho sofferto tanto, perché l’insicurezza mi ha portato a dare loro il beneficio del dubbio. E mi rivedo in lacrime fuori dalla porta della camera, e Enea in lacrime dentro, in quel lettino dove non voleva stare. Ora che mamma lo sono per la seconda volta, le mie orecchie sono diventate sorde a tutte queste false certezze, e anzi, sono due le domande che mi rimbalzano in testa: Continua a leggere

5 regali, insoliti ma preziosi, da fare a una neo-mamma (ma anche bis-, tris-, …)

Idee regalo neo mamma

La nostra amica sta per diventare mamma e inizia lo scervellamento su quale regalo farle, sulle cose che avrà comprato da sé e su quelle che le avranno già regalato.
Nella mia esperienza di (bis)mamma ho scoperto capito che ci sono dei regali preziosi che in pochi fanno, ma che hanno più valore e utilità dell’ennesima tutina o body (per quanto apprezzati, per carità, ogni regalo racchiude tempo e pensiero e come tale va onorato).

Tra i vari regali, vi elenco in ordine crescente di impegno quelli che per me sono stati una benedizione, o mi sono terribilmente mancati, soprattutto con Enea, il mio primo bambino, il cui post-parto è stato psicologicamente più difficile rispetto a quello di Eva. Continua a leggere

Riflessioni sulla maternità obbligatoria

maternità obbligatoria bambino 3 mesi

Eva, tre mesi

Al terzo mese di vita di tuo figlio finisce la maternità obbligatoria.
Dopo, se ce l’hai, puoi usare la facoltativa, con una bella decurtazione di stipendio ed entrando tuo malgrado in una gara tra mamme a chi rientra prima. Perché ovvio, più ne ‘approfitti’ meno sei attaccata al lavoro.

Non perché i figli sono piccoli una volta sola.
Non perché i primi anni di vita sono fondamentali per l’educazione e il benessere futuro. Continua a leggere

Differenze tra primo e secondo parto – intro

Monitoraggio contrazioni
Dopo la gravidanza, si spera sempre, arriva il parto.
Ci sono donne che rinunciano al secondo figlio per non rivivere l’esperienza della nascita, altre che passano la gravidanza con la paura di ciò che accadrà nel momento in cui il cucciolo tanto atteso verrà alla luce. Addirittura esiste una patologia, per spiegare la paura del parto: la tocofobia.

Così come le mie due gravidanze, anche i miei due parti sono stati totalmente diversi, per quanto entrambi siano andati bene. Onestamente in merito al primo parto mi chiedo se ingenuità e positività mi abbiano fatto considerare buona un’esperienza che rispetto ai racconti di altri parti, e anche rispetto al mio secondo, tanto buona potrebbe non sembrare.
Quello che di certo ho imparato, è che non si può mai sapere e che in questi casi l’esperienza conta davvero poco. Ogni parto è un mondo a sé, tanto vale viversi la gravidanza serenamente e lasciarsi portare dalla natura con resilienza e fiducia, senza ansie ne aspettative. Continua a leggere

I 7 motivi per cui sono una madre degenere: #4 abbigliamento e cura

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Enea vestito carino, ma il capello ribelle lascia intendere la tendenza quotidiana

Quanto sono carini i bambini della pubblicità, sempre vestiti di tutto punto e pettinati da signorini. Un po’ alla baby George, per intenderci. Ecco, i miei non sono così, proprio per niente. Non so se finora mi son “salvata” dal ‘precisionismo‘ perché Enea, il mio primo figlio, è un maschietto vivace, vi saprò dire a breve se la nascita di Eva mi trasformerà in una mamma-principessa, ma dai primi segnali…direi di no.

Abbigliamento

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Differenze tra la prima e la seconda gravidanza

Seconda gravidanza CT

Enea, Eva (in pancia) ed io, pochi giorni prima del parto (Credits: Claudia Melchiorri)

Come molti di voi già sapranno, venti giorni fa, tre anni dopo Enea, è nata Eva. Nel corso di questa seconda gravidanza ho iniziato a mettere in fila le differenze che sperimentavo rispetto alla prima. Tante, alcune sostanziali. Ma se dovessi dire quale sia stata la migliore, beh questo non sono in grado di farlo.
Nella prima ci sono la magia e i dubbi della novità, nella seconda la serenità e le preoccupazioni della consapevolezza.
Quello che è certo è che sia Enea che Eva mi hanno aperto le porte ad un mondo meraviglioso quanto difficile, ma pur sempre unico.
Ma torniamo alle differenze, ecco quelle che ho vissuto io:

Da ‘stato di grazia’ a ‘stato e basta’

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